Zoomafie, in Italia ogni 55 minuti c'è un crimine contro gli animali

Canili illegali, traffico transeuropeo, maltrattamenti: sono solo alcuni dei crimini denunciati nell'ultimo rapporto sulle zoomafie (Getty Images)
3' di lettura

Presentato il nuovo Rapporto curato dall'Osservatorio Zoomafia della Lav. La provincia con più crimini resta Brescia. Il reato più contestato è quello di maltrattamento

Nel 2017 in Italia ogni 55 minuti è stato istituito un nuovo fascicolo per reati contro gli animali, mentre ogni 90 minuti almeno una persona finisce sotto indagine. Sono solo alcuni dei numeri raccolti nel rapporto "Crimini e animali" curato dall'Osservatorio Zoomafia della Lav con il patrocinio del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto e giunto alla diciannovesima edizione.

I numeri del rapporto

Dall'analisi dei crimini emerge che il reato più contestato è quello di maltrattamento di animali, pari al 31,19% del totale dei procedimenti. Seguono "uccisione di animali" (30,91%), "reati venatori" (17,18%), "abbandono e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura" (14,67%), "uccisione di animali altrui" (4,82%), "traffico di cuccioli" (0,68%), "organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate" (0,3%), "spettacoli e manifestazioni vietati" (0,29%).

I crimini contro gli animali in Italia

La procura di Brescia si conferma, nel 2017, quella dov'è emerso il maggior numero di reati contro gli animali (527). Seguono Vicenza (256 procedimenti), Udine (213), Verona (212), Napoli (194), Roma (180), Milano (152), Bergamo (142), Torino (139) e Palermo (137). La procura con meno procedimenti è Savona: 3. Seguita da Nocera Inferiore (6), Vasto (8), Lagonegro (10), Locri (13), Pisa (15), Lanciano (17), Pistoia (17) e Gela (20).

Il traffico di cani

Il business legato ai canili illegali e al traffico di questi animali resta un business con introiti sicuri e molto alti. "Il business randagismo è una vera manna per trafficoni, imbroglioni e affini che mirano alle convenzioni con gli enti locali", si legge nel rapporto. Anche la tratta dei cuccioli provenienti dai Paesi dell'Est si conferma un traffico redditizio, che coinvolge organizzazioni transnazionali e riguarda migliaia di animali ogni anno. I denunciati appartengono a diverse nazionalità: oltre agli italiani, ci sono infatti russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, romeni.

Allarme bracconaggio

Il bracconaggio continua a destare preoccupazione per la sua pericolosità. Secondo i dati del rapporto, "recenti inchieste hanno accertato gli interessi di alcune "'ndrine" per la caccia di frodo e la vendita di fauna selvatica. Note le infiltrazioni, soprattutto a Sud, di personaggi malavitosi nella cattura e vendita di cardellini e altri piccoli uccelli. In alcuni territori l'uccellagione e i traffici connessi o il bracconaggio organizzato sono sotto il controllo dei clan dominanti". Nelle azioni delle procure sono stati disposti sequestri di armi clandestine, trappole esplosive, munizioni, esplosivi, visori notturni, puntatori a intensificazione di luminosità e fucili illegali.

Criminalità e allevamento

Le forze malavitose si infiltrano anche nel mondo dell'allevamento, macellazione e distribuzione della carne. Nel rapporto si legge: "Ogni anno scompaiono nel nulla circa 150.000 animali". Percezione illecita di fondi pubblici, traffico di farmaci vietati, macellazione clandestina, pascolo abusivo, ricettazione, intestazione fittizia di beni, introduzione di animali in fondo altrui, uccisione di animali, commercio alimenti nocivi: sono solo alcuni dei reati accertati nel corso del 2017 tra le illegalità negli allevamenti e nel commercio di alimenti di origine animale.

Animali per intimidazione

L'uso di animali come arma o come "oggetti" per intimidire è molto diffuso nella cultura mafiosa e rappresenta un fenomeno difficile da prevenire. Il recapitare parti di animali rappresenta l'1,65% delle modalità di intimidazione e minacce: teste mozzate di cinghiali e capretti, gatti morti, uccelli decapitati. A volte "la minaccia si trasforma in uccisione degli animali domestici: un modo non solo per intimorire, ma per colpire negli affetti più cari".

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