Triplice omicidio a Roma, morti genitori e figlia minorenne. Si cerca amico di famiglia
CronacaÈ accaduto in via Montiglio, dove sono stati trovati padre, madre e figlia minorenne morti accoltellati. Sul posto la polizia con la squadra mobile. Le vittime sono originarie del Bangladesh e senza precedenti. Ci sarebbe un sospettato, un amico di famiglia, un connazionale, ricercato dalla polizia
Triplice omicidio alla periferia di Roma. È accaduto ieri intorno alle 22.30 in un'abitazione di via Montiglio, in zona Casalotti, dove sono stati trovati padre, madre e figlia minorenne morti accoltellati. Sul posto è intervenuta la polizia con la squadra mobile. Le vittime sono originarie del Bangladesh e senza precedenti. E' invece ricoverato in gravi condizioni, in prognosi riservata con ferite e politraumi, l'altro figlio della coppia, un ragazzo di 20 anni, che non è in pericolo di vita. Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, è l'unico superstite dell'agguato in cui è stata sterminata la sua famiglia. Morti, tutti per ferite da armi da taglio, Kamal Uddin il padre 39enne, Jahan Hosne Momotaj la madre 38enne e la sorellina di 6 anni Arowa. Sul posto i poliziotti del commissariato Aurelio e della Squadra Mobile impegnati nelle indagini. Possibile una matrice passionale del delitto. Al vaglio dei poliziotti tabulati telefonici e immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Una felpa insanguinata è stata ritrovata in un parcheggio privato all'inizio di via Montiglio, a un centinaio di metri dalla palazzina degli omicidi. L'indumento, segnalato da un residente, è stato sequestrato dalla polizia scientifica e verrà analizzato. Le autopsie sui tre corpi saranno effettuate la prossima settimana dalla sezione di medicina legale dell’università cattolica del Sacro Cuore diretta dal professor Antonio Oliva. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni, a coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.
Le indagini
Ci sarebbe un sospettato per il triplice omicidio: un amico di famiglia, un connazionale delle vittime di origini Bengalesi, è in queste ore ricercato dalla polizia, che ha diffuso la sua foto sui propri canali social. Sulla vicenda sono in corso indagini della Squadra Mobile di Roma. Si scava nella vita di Kammal Uddin, il 39enne originario del Bangladesh ucciso a coltellate ieri sera in casa a Roma assieme alla moglie e alla loro bimba di 6 anni. Ferito il figlio più grande della coppia, che ha compiuto 20 anni pochi giorni fa, trasportato in ospedale non è in pericolo di vita. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno avviato indagini per risalire al responsabile. Sotto la lente la rete di conoscenze della famiglia. Ascoltati in queste ore vicini, parenti e amici. Al vaglio anche le immagini di telecamere di videosorveglianza e i cellulari delle vittime per ricostruire le ultime ore di vita e accertare se ieri sera avessero appuntamento con qualcuno. Non si esclude, infatti, che possano aver aperto la porta all'assassino. Nell'abitazione di via Montiglio, in zona Casalotti, alla periferia di Roma, sono stati effettuati a lungo rilievi per individuare tracce dell'aggressore.
E' stata sequestrata dalla polizia una mannaia nell'appartamento di via Montiglio. Per gli investigatori si tratta dell'arma del delitto. A dare l'allarme nella tarda serata di ieri sono stati i vicini che hanno sentito le urla provenire dall'appartamento dove viveva la famiglia.
Sgomento nel quartiere
Silenziosi e sgomenti gli abitanti di Casalotti. "Una famiglia di persone bravissime", li descrive chi accetta di parlare. Il padre, in particolare, Kamal Uddin, era particolarmente conosciuto da chi frequentava il supermercato del quartiere, dove lui aiutava le persone più anziane a mettere i prodotti nelle buste e a trasportare la spesa. "Una tragedia", è il commento di un altro residente. "Vedevo spesso la madre con la figlia piccola, andava a scuola qui vicino. Il fratello, l'ho visto meno volte, lavora e non frequenta molto il quartiere".
"Aveva una ferita all'addome e perdeva molto sangue. Era sdraiato al centro della strada e implorava aiuto, poi è arrivata l'ambulanza a portarlo via", racconta un testimone, abitante di via Montiglio, che ieri sera ha ascoltato le grida di dolore del ragazzo 20enne unico sopravvissuto. "Tutti noi del quartiere siamo scesi giù, eravamo una trentina". Il ferito sarebbe quindi riuscito a raggiungere la strada, mentre in casa si era appena consumato l'omicidio. Le tracce di sangue nella strada sono ancora visibili oggi a distanza di ore. Ma nessuna traccia del killer. "Non l'abbiamo visto, era già scappato. L'unica spiegazione che mi do è che abbia scavalcato la ringhiera e sia fuggito per il parco che è qui dietro", è il racconto del testimone.