Da "Mani pulite" al Csm, chi è Piercamillo Davigo

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Quasi 68 anni, di origini pavesi, ha due lauree. Noto come il "dottor Sottile" è stato presidente dell'associazione nazionale magistrati e poi di "Autonomia e indipendenza". Dal 2016 è presidente di sezione in Cassazione

Pier Camillo Davigo è una delle toghe simbolo della stagione di Mani Pulite e della lotta alla corruzione. Leader di Autonomia&Indipendenza ha quasi 68 anni ed è presidente della II sezione penale della Corte di Cassazione, dove dal 2005 è stato consigliere. Dall’aprile 2016 all’aprile 2017 è stato presidente dell’associazione nazionale magistrati e adesso sarà uno dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura.

Il dottor Sottile di Mani Pulite

Il nome di Piercamillo Davigo è legato a “Mani pulite”: una serie di inchieste giudiziarie partite dal Palazzo di giustizia di Milano all’inizio degli anni Novanta per svelare un sistema di corruzione e tangenti che legava il mondo della politica e quello dell’imprenditoria. Davigo, nel pool, era noto come “il dottor Sottile” per le argomentazioni raffinate che hanno accompagnato il suo lavoro svolto nel pool.

Due lauree: una in Giurisprudenza, l’altra in Scienze politiche

Origini pavesi della Lomellina, Davigo ha due lauree: una in giurisprudenza che ha preso a Genova e l’altra in scienze politiche presa a Torino. Entrato in magistratura nel 1976, è stato giudice istruttore a Vigevano prima di arrivare a Milano dove dal 1982 si è occupato di criminalità organizzata. Arriva poi la stagione di Mani Pulite, le inchieste su appalti, politica e corruzione che scardinano la Prima Repubblica. (Davigo eletto al Csm)

Nel 2015 la presidenza di Autonomia e Indipendenza

Il 28 febbraio 2015 nasce a Roma l’associazione dei magistrati "Autonomia e indipendenza" (A&I) e Piercamillo Davigo viene nominato presidente. All'associazione aderiscono in 550 tra i magistrati fuoriusciti da Magistratura Indipendente e tanti altri finora mai iscritti ad associazioni. Secondo l'atto costitutivo, gli iscritti ad A&I "si impegnano a non accettare alcuna carica politica" e questo impegno verrà mantenuto da Davigo che lo scorso ottobre ha dichiarato: “Non intendo candidarmi né assumere incarichi di governo, i magistrati non sono capaci di fare politica tantomeno lo sarei io”.

Ad aprile 2016 la nomina a presidente di Anm

Il 9 aprile 2016 l'Associazione Nazionale Magistrati sceglie per acclamazione come proprio presidente Pier Camillo Davigo. Una scelta “dettata dalla volontà di presentarsi alla politica come un interlocutore forte ed autorevole” dissero i membri dell’associazione; spinta anche dal desiderio di "pretendere dal Governo il rispetto della propria dignità”. La sua presidenza dura poco più di un anno. A luglio 2017 Davigo lascia la presidenza. Troppe - secondo l'ex pm di Mani Pulite - le divergenze sull'atteggiamento nei confronti del Csm e nel rispondere alle critiche che arrivano a Palazzo dei Marescialli dalla base della magistratura.

Nel 2016 la nomina a presidente di sezione in Cassazione

Il 30 maggio 2016 il plenum del Csm lo nomina presidente di sezione in Cassazione, preferendolo con 18 voti al concorrente Antonio Prestipino, come lui consigliere presso la Suprema Corte, che si ferma a quattro preferenze. Per una coincidenza l'avanzamento avviene nella stessa giornata in cui il Csm ha nominato procuratore di Milano Francesco Greco, che come Davigo è stato uno dei magistrati simbolo di Mani Pulite.

 

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