Basilicata tra scandali e inchieste, i precedenti nella regione

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Gli arresti domiciliari per il presidente Marcello Pittella nell'ambito di un'inchiesta sulla sanità non sono l'unica vicenda giudiziaria che ha riguardato la regione lucana. Ecco gli altri casi

Un’inchiesta della Guardia di Finanza arriva fino al presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella (Pd), che finisce agli arresti domiciliari. Le accuse sono di falso e abuso d'ufficio per alcuni episodi di manipolazioni di concorsi e raccomandazioni nel sistema sanitario. Non è la prima volta che la giunta o il consiglio regionale lucano finiscono nel mirino di inchieste e indagini. Ecco i precedenti.

Le inchieste sui rimborsi e Pittella

Lo stesso Marcello Pittella è stato condannato nel 2016 dalla Corte dei conti a restituire circa 20mila euro come risarcimento per "il danno prodotto alla Regione" nell’ambito di un’inchiesta sui rimborsi di consiglieri e amministratori tra il 2010 e il 2012, periodo in cui era stato prima consigliere e poi assessore. Nella stessa sentenza della Corte dei Conti era stato assolto l’ex presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo (Pd). Nel 2013 De Filippo si era dimesso dall'incarico a seguito dell'inchiesta, in cui  per altro non era coinvolto, sui rimborsi percepiti da assessori e consiglieri della sua giunta.

Nel novembre 2016 era stata la volta del rinvio a giudizio di 17 ex consiglieri regionali e del presidente dell'assemblea regionale dell’epoca, Francesco Mollica (Udc).  Si trattava di un altro filone dell'inchiesta sui rimborsi e i rendiconti presentati agli uffici regionali tra il 2009 e il 2010.  Il processo è ancora in corso.

L'inchiesta petrolio

Il 31 marzo 2016 esplode mediaticamente l'inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, coordinata dalla Procura di Potenza: 60 indagati, sei arresti domiciliari e la sospensione delle attività del Centro Olio di Viggiano (Potenza), poi riprese. L’inchiesta riguarda lo smaltimento degli scarti di produzione del Centro oli dell'Eni e i lavori per la realizzazione del Centro oli della Total, a Corleto Perticara, in particolare per presunti scambi tra assunzioni e autorizzazioni da parte della precedente amministrazione comunale. Uno strascico politico fu dovuto alle dimissioni dell'allora ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi, per il coinvolgimento dell'ex compagno, Gianluca Gemelli (la cui posizione è stata poi archiviata). Il 18 aprile 2017 il gup di Potenza rinvia a giudizio 47 persone e dieci società, tra cui l'Eni.

Il processo è iniziato il 6 novembre 2017 e anche in questo caso è ancora in corso: 47 le persone indagate, otto invece i prosciolti, tra i quali il consigliere regionale della Basilicata Vincenzo Robortella (Pd), e il padre Pasquale, a sua volta consigliere regionale nella legislatura precedente.

L'inchiesta per corruzione e turbativa d'asta a Potenza

Recentissimi, del giugno 2018, sono invece i provvedimenti di arresti domiciliari eseguiti nei confronti di due persone e di sei divieti di dimora a Potenza. Tra questi ultimi anche quello contro l'ex presidente del consiglio regionale, e ora consigliere, Francesco Mollica. Le accuse che emergono dall'inchiesta sono di truffa aggravata ai danni del Comune, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, falso in atto pubblico, bancarotta fraudolenta. Le indagini hanno riguardato il dissesto finanziario del Comune, risalente alla precedente giunta, che si sono intrecciate con l'affidamento del servizio di trasporto pubblico al Consorzio Cotrab. Secondo l'accusa, alcuni degli accusati avrebbero agito per agevolare alcune società. 

Il vicepresidente del Consiglio regionale arrestato per stalking

Di tutt’altro genere è invece il caso in cui è coinvolto Paolo Castelluccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, arrestato a Matera per stalking. Le accuse nei suoi confronti sono di aver compiuto atti persecutori, violenza privata e minacce nei confronti di una donna con cui ha avuto una relazione sentimentale più volte interrotta e ripresa. L'uomo è finito prima in carcere, poi ai domiciliari, e infine gli è stato notificato il divieto di dimora a Matera. Castelluccio, 59 anni di Policoro (Matera), imprenditore agricolo, è stato eletto nel 2013 con la lista del Pdl.

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