Migranti, Unhcr: nuovo naufragio al largo della Libia. 114 dispersi

2' di lettura

"Un altro triste giorno in mare" scrive su twitter la sezione libica dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati. Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che consente l'invio di nuove motovedette in Libia

Un nuovo naufragio di migranti, stavolta con 114 dispersi, è stato segnalato dall'Unhcr al largo delle coste libiche. "Un altro triste giorno in mare: oggi 276 rifugiati e migranti sono stati fatti sbarcare a Tripoli, inclusi 16 sopravvissuti di un'imbarcazione che portava 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare", riferisce un tweet della sezione libica dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati. 

Secondo naufragio in 24 ore

Una nuova tragedia a 24 ore dal naufragio in cui 63 persone sono ancora disperse segnalato ieri dallo stesso Unhcr al largo di Zuara: "Si tratta di due imbarcazioni differenti", ha confermato la fonte dell'Alto commissariato. "Sappiamo che l'imbarcazione è salpata da Garabulli un paio di giorni fa ed è affondata", ha precisato la fonte riferendosi al naufragio segnalato oggi e a una località a est di Tripoli. Lo sbarco dei naufraghi è avvenuto "alla base navale di Tripoli", ieri invece a Zuara, ha precisato ancora senza poter specificare quando sia avvenuto l'affondamento. 

Da Roma 10 motovedette e 2 navi a Tripoli

La notizia del naufragio arriva nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per aumentare le dotazioni della Guardia Costiera libica, annunciato una settimana fa dal ministro dell'Interno Matteo Salvini al question time e atteso dalle autorità di Tripoli che anche ieri hanno ribadito la necessità di avere più mezzi a disposizione.  Dall'Italia alla Libia arriveranno dieci motovedette e due unità navali oltre a circa 1,4 milioni per la formazione del personale della Marina e della Guardia Costiera libica. Intanto, sul fronte ong, la Seawatch è stata sottoposta a fermo a Malta, mentre sulla stessa isola il capitano di un'altra nave umanitaria, la Lifeline, è stato messo in libertà su cauzione. "Meno navi delle ong ci saranno in giro e meno gente partirà e meno gente morira'", il commento del ministro dell'Interno Salvini.

 

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