Roma, "non pagava tassa soggiorno": sequestrati 2 mln a patron Plaza

Il Grand Hotel Plaza, a Roma
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Secondo gli inquirenti, dal 2014 al 2018 l’amministratore unico della società che gestisce l'albergo a quatto stelle del centro della Capitale non avrebbe versato il contributo al Comune capitolino: è ora accusato di peculato

Dal 2014 al 2018 si sarebbe intascato la tassa di soggiorno destinata alle casse del Comune di Roma. Per questo il gip capitolino Giovanni Giorgianni, su richiesta della procura, ha proceduto al sequestro preventivo di due milioni di euro nei confronti di Cesare Paladino, amministratore unico della società che gestisce il Grand Hotel Plaza, struttura a quattro stelle nella centralissima via del Corso. L'imprenditore è ora accusato di peculato.

Contributi non versati dal 2014

Secondo quanto accertato dagli uomini della polizia municipale, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Alberto Pioletti, l'imprenditore si sarebbe illecitamente appropriato di oltre 300 mila euro per l'anno 2014, di oltre un milione e 500mila euro nei tre anni successivi e di circa 88 mila euro nell'anno in corso, per un totale di oltre due milioni di euro. La tassa di soggiorno, nata nel 2010, prevede un contributo a carico di chi alloggia nelle strutture alberghiere della Capitale da applicare secondo criteri di gradualità.

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