Procura di Milano contro l'Anac: ritardi rendono inutili le indagini

Il procuratore Francesco Greco e il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone
3' di lettura

Secondo il bilancio di responsabilità, “notizie di reato trasmesse con ritardo dall’Autorità hanno determinato discovery anticipata”. Da Anac filtra stupore. Il procuratore Greco precisa: "Indicato un problema tecnico. Lavoro di Cantone encomiabile”

Le “modalità di acquisizione degli elementi” e il “ritardo” con cui sono state trasmesse le notizie su “numerosi illeciti” da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) alla procura di Milano hanno “sostanzialmente” reso “inutili ulteriori indagini nei confronti di soggetti già allertati“. È quanto si legge nel bilancio di responsabilità sociale della Procura di Milano presentato oggi dal procuratore Francesco Greco. Dall'Anac nessun commento ma filtrano fastidio e stupore per la presa di posizione della Procura. Poi il procuratore ha precisato: "Abbiamo solo indicato un problema tecnico. Il lavoro di Cantone è encomiabile, rapporti ottimi".

Modalità acquisizione elementi da parte di Anac hanno determinato discovery anticipata

Nel bilancio della Procura di Milano guidata da Greco, presentato oggi assieme a quello degli altri uffici giudiziari milanesi, si legge che l'Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, "ha trasmesso numerosi illeciti da cui si potevano desumere fatti di corruzione". Tuttavia, scrive ancora la Procura milanese, "il ritardo con cui le notizie sono state trasmesse e soprattutto le modalità di acquisizione degli elementi (acquisizione di documentazione presso gli enti coinvolti) hanno determinato una discovery anticipata, sostanzialmente rendendo inutili ulteriori indagini nei confronti di soggetti già allertati".

Procura Milano-Anac, possibile scontro su “fondi Expo-giustizia”

Lo scontro aperto pubblicamente dalla Procura di Milano nei confronti dell'Autorità nazionale anticorruzione, secondo quanto ipotizza l’Ansa, potrebbe trovare le sue basi nell'attività di accertamento che l'Anac fece, a partire dal febbraio del 2017, evidenziando presunte irregolarità nella gestione di appalti finanziati con fondi governativi per Expo e messi a disposizione dal Comune di Milano, tra il 2010 e il 2015, per informatizzare l'attività degli uffici giudiziari milanesi. Altro caso che potrebbe aver generato la polemica è quello delle “pubblicità delle aste”, tra il 2013 e il 2014, di cui si era occupata anche Anac.

Anac: fastidio e stupore, accuse generiche

Dall'Autorità guidata da Raffaele Cantone non è arrivato per ora alcun commento ufficiale ma si rivendica la correttezza delle modalità operative tenute. Dopo aver appreso la posizione della Procura, secondo quanto filtra, all’Anac la reazione sarebbe stata di fastidio, meraviglia e stupore per accuse considerate generiche e non dettagliate.

Greco: Cantone encomiabile, rapporti ottimi

Il procuratore Francesco Greco, parlando con l'Ansa, ha poi voluto precisare il contenuto di un passaggio riportato nel bilancio odierno: "Non c'era alcuna intenzione polemica, i rapporti tra l'Anac e la Procura di Milano sono sempre stati ottimi. Credo che il lavoro di Cantone sia encomiabile. Abbiamo solo indicato un problema tecnico sulla necessità di poter utilizzare quello che loro ci mandano in maniera più tempestiva". Il procuratore di Milano ha ricordato che un protocollo di intesa tra Anac e Procura di Milano è stato firmato già nell'aprile 2016, a testimonianza dei "rapporti ottimi”.

Data ultima modifica 28 giugno 2018 ore 20:28

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