Bonus 500€ ai 18enni, stop del Consiglio di Stato: rinnovo a rischio

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Il contributo introdotto dal governo Renzi per i neo-maggiorenni potrebbe sparire. Per estenderlo, serve una legge. I nati nel 2000 in allarme dopo le parole del ministro Bonisoli: "Meglio far venire fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe"

Per estendere il bonus cultura di 500 euro ai ragazzi che compiranno 18 anni quest'anno o nel 2019 serve un'apposita legge. Lo ha rilevato il Consiglio di Stato nel parere reso, su richiesta della Presidenza del Consiglio, sullo schema di decreto inerente la proroga della "carta elettronica" di cui, finora, ha beneficiato chi è diventato maggiorenne nel 2016 e nel 2017. Non basta la variazione delle tabelle del ministero, dunque, per rinnovare il bonus introdotto dal governo Renzi, che permette di acquistare libri, musica e biglietti per l'ingresso a concerti, cinema, teatro, eventi culturali e musei.

Consiglio di Stato: "Serve norma di rango primario"

Secondo Palazzo Spada, vi è "la necessità di emanare una norma legittimante di rango primario" da porre a base del decreto in questione, ossia una legge, "al fine anzitutto di poter individuare la platea di beneficiari del diritto in questione", che, "considerando le registrazioni confermate dai Comuni" sono "stimabili in 592.017 giovani che compiono 18 anni nel 2018 e in 581.719 giovani che compiono 18 anni nel 2019".

Il ministro Bonisoli: "Era meglio spendere diversamente i soldi"

Due giorni fa a creare polemica sul bonus cultura erano state le parole del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, che in un'intervista al Corriere della Sera aveva espresso dubbi sull’utilità dei 500 euro per i giovani. "In alcuni casi – ha detto il ministro nell'intervista, parlando dei fondi ottenuti dal suo predecessore Franceschini - era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18 App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni... Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe". Sui social sono stati molti i giovani che hanno protestato, con l’hashtag #18appnonsitocca.

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