Stadio Roma, Luca Lanzalone si dimette da presidente Acea

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Indagato anche soprintendente Prosperetti. Parnasi da San Vittore: mai commesso reati. La Raggi non ci sta: Campidoglio è parte lesa, vergognoso accanimento su di me. Cantone chiede "regole chiare su appalti"

"L'avvocato Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di amministrazione di Acea SpA”. Con una nota è stata la stessa Acea a comunicare le dimissioni del dirigente implicato nell'inchiesta sullo stadio della Roma e arrestato il 13 giugno. "Il Consiglio di amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo". La decisione era stata invocata in mattinata anche dal vicepremier Luigi Di Maio. Dopo i nove arresti per corruzione legati al nuovo stadio della Roma, era arrivata una dura presa di posizione del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, secondo cui “chi sbaglia deve pagare” e chi è agli arresti domiciliari non potesse rimanere in quella carica. Intanto il Campidoglio ha inviato una lettera alla società costruttrice Eunova per chiedere chiarimenti circa l'interlocutore dopo l'arresto del costruttore Luca Parnasi, ora detenuto nel carcere milanese di San Vittore da cui dice: mai commessi reati. A prendere le redini aziendali probabilmente subentrerà un curatore 'commissario'. La sindaca di Roma Vittoria Raggi intanto annuncia: "Non sappiamo che fine farà lo stadio". Interviene anche il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, secondo cui è "necessario regolamentare il rapporto tra politica e mondo della lobby. Su appalti regole chiare, no a retromarcia". Per il premier Giuseppe Conte "esiste in Italia un caso corruzione sul quale dobbiamo sempre stare attenti". Fissati per domani, 15 giugno, gli interrogatori di garanzia per i nove arrestati. Intanto risulta indagato anche il soprintendente Prosperetti.

Lo sfogo di Virginia Raggi

A parlare è anche la sindaca della Capitale, Virginia Raggi: "I giudici dicono che io non c'entro niente. Il Comune, i romani e la società A.S. Roma sono la parte lesa". Poi, ospite di Porta a Porta, ha voluto spiegare la sua posizione: "C'é un accanimento mediatico, io non sono lo sfogatoio di Italia. Questa cosa deve finire. Non ho parlato con Di Maio di Lanzalone. Con Parnasi c'erano divergenze su cubature. Non sappiamo che fine farà lo stadio. Gli atti della procedura sembrano tutti validi. Noi ci riserviamo di fare tutti gli approfondimenti del caso. Se non ci sono irregolarità a mio avviso si potrà andare avanti". Nella serata di ieri, è arrivata anche una dichiarazione del Movimento 5 stelle di Roma, il cui capogruppo in Campidoglio, Paolo Ferrara, risulta indagato nell’affaire dello stadio di Tor di Valle: "Piena fiducia nella magistratura, noi siamo dalla parte della legalità. Gesto di grande responsabilità da parte di Paolo Ferrara che si è autosospeso, si legge sull’account Facebook del Movimento romano.

Cosa prevedeva l’iter

L'iter amministrativo del progetto dello stadio della Roma, secondo la road map tracciata prima che si scatenasse l'inchiesta, avrebbe dovuto portare entro la fine di luglio in aula Giulio Cesare la delibera del progetto modificato. In ogni caso ora si dovrà vagliare se tutti gli atti di un'opera al centro di un'inchiesta si confermeranno legittimi. Procedura che prenderà tempo e, momentaneamente, congela il progetto.

Cantone: su appalti regole chiare, no a retromarcia

In giornata il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, ha detto che "è necessario regolamentare il rapporto tra politica e mondo delle lobby" (VIDEO). L'ordinanza del gip sull'inchiesta sullo stadio di Roma "mette in evidenza quello che può essere il ruolo di associazioni e fondazioni nel finanziamento della politica, è un 'trattato' di come vengono gestiti certi affari". Ma quell'ordinanza "dimostra anche che c'è chi dice no”. Nel suo intervento alla presentazione della relazione annuale, Cantone ha detto che la materia degli appalti "ha bisogno di scelte chiare da parte del legislatore" e "il rilancio del sistema dei lavori pubblici necessita di regole semplici e stabili. Una completa retromarcia rischierebbe di creare un'ulteriore fase di fibrillazione”. Cantone ha ribadito che “la corruzione è un male assoluto da combattere".

L’inchiesta sullo stadio

L’inchiesta sul nuovo stadio della Roma ha portato, il 13 giugno, all’arresto di nove persone, di cui sei in carcere e tre ai domiciliari, e 16 indagati. L'inchiesta della Procura si basa su una presunta corruzione nell'ambito della variante del progetto licenziato nel febbraio dello scorso anno, con il taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale. Tra gli arrestati anche il vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi, che si trova ai domiciliari, l'imprenditore Luca Parnasi e il presidente di Acea, Lanzalone. "Non ho mai commesso reati. Abbiamo lavorato per anni, 24 ore al giorno, solo per realizzare un progetto", è quanto dichiarato da Parnasi ai suoi difensori incontrati nel carcere San Vittore. Intanto anche Francesco Prosperetti, il Soprintendente Speciale ai Beni Culturali e Paesaggio di Roma, è indagato nell'ambito dell’inchiesta. Si occupò del vincolo sulle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle che poi venne tolto.

Maran: no a "proposte improprie" nel mio ufficio

Intanto, con un post sulla sua pagina Facebook, l’assessore all’Urbanistica del comune di Milano, Pier Francesco Maran, che avrebbe subito un tentativo di corruzione da parte degli uomini di Parnasi con l’offerta di un appartamento, dice: "Mi fa molto piacere che sia chiaro a chiunque entri nel mio ufficio che non vi è spazio alcuno per proposte improprie. Ci tengo a dire che questa però è e deve'ssere la normalità".

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