Calabria, colpi di fucile contro migranti: 1 morto e 2 feriti

Cronaca

Gli spari in una frazione di San Calogero. La vittima è un 30enne del Mali, attivista sindacale dell'Usb. Le indagini dei carabinieri tendono a escludere che i tre stessero compiendo un furto. "Ci hanno sparato contro 4 volte", ha raccontato uno dei feriti

Un morto e due feriti. È questo il bilancio di una sparatoria avvenuta sabato sera in Calabria tra la provincia di Vibo Valentia e quella di Reggio Calabria. La vittima è un 30enne cittadino del Mali attivista sindacale dell'Usb. In un primo momento le indagini erano orientate verso la pista della "vendetta per un furto che la vittima avrebbe compiendo insieme ad alcuni complici". L'attività sindacale della vittima, però, mette in luce altri possibili moventi. L'Unione sindacale di base, infatti, è in prima fila nelle lotte sindacali per difendere i diritti dei braccianti agricoli della Piana di Gioia Tauro; lavoratori costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando. I due feriti, non gravi, sono connazionali della vittima.

"Ci hanno sparato contro 4 volte"

"Stavamo raccogliendo delle lamiere quando si è fermata una Fiat Panda bianca vecchio modello ed è sceso un uomo con un fucile che ci ha sparato contro 4 volte", ha raccontato una delle persone rimaste ferite. Il 39enne è stato colpito di striscio a una gamba ed è tornato nella baraccopoli di San Ferdinando, dove vive con l'altro ferito. L'Usb ha indetto per domani, lunedì 4 giugno, una giornata di sciopero dei braccianti agricoli.

Il 29enne è morto in ospedale

I colpi di fucile sono stati sparati lungo la strada statale 18, vicino al bivio di Calimera: una frazione del comune di San Calogero (VV) quasi al confine con il territorio di Rosarno (RC). In particolare, la località si chiama Ex Fornace. I tre feriti sono stati soccorsi dal 118, poi il 30enne è morto nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Reggio Calabria. Sarebbe stato raggiunto alla testa da un colpo di fucile caricato a pallettoni.

Le indagini

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, tendono ad escludere che i tre migranti stessero compiendo un furto in quanto non esiste nessun proprietario che possa rivendicare l'asportazione del materiale (lamiere) abbandonato. A sparare, secondo le prime indagini, potrebbe essere stato qualcuno irritato dallo “sconfinamento” dei tre migranti. La vittima e i due connazionali erano arrivati sul luogo dove è avvenuta la sparatoria a piedi e con una bici, da utilizzare forse per trasportare il materiale.

Rafforzati i controlli nella tendopoli di San Ferdinando

In prefettura a Reggio Calabria è stata convocata una riunione d'urgenza del coordinamento delle forze di polizia, al termine del quale è stato deciso di intensificare ancora di più i controlli nella zona che ospita la tendopoli dove soggiornano i migranti che lavorano nei campi nella piana di Gioia Tauro. Nella tendopoli allestita dalla prefettura ci sono circa 800 migranti, mentre altri 400 vivono a poche centinaia di metri nella vecchia baraccopoli. In quest’ultima, nel gennaio scorso, un incendio (di natura dolosa secondo le indagini) provocò la morte di una migrante nigeriana di 26 anni e la distruzione di circa 200 baracche.

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