Locomotiva Nordest, Sky TG24 nel distretto industriale di Brescia

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Mentre si consolida la ripresa dell’Italia, i dati parlano del Nordest come della locomotiva economica del Paese. Siamo stati in provincia di Brescia, dove opera una rete di imprese fra le più esportatrici d’Italia che però resta straordinariamente legata al territorio

C’è una cittadina di 22mila abitanti in Lombardia, a ridosso delle Prealpi bresciane, dove abitano più imprenditori che operai. Si chiama Lumezzane. Qui, è stato calcolato, un abitante su 12 gestisce un’azienda. I capannoni li hanno costruiti rubando spazio ai pendii della val Gobbia. Appena arrivi li vedi dappertutto, arrampicati sul fianco della montagna o piazzati sopra il fiume. “Qui da noi il problema è sempre stato lo spazio”, mi spiega Alfredo Pasotti, consulente aziendale e memoria storica del territorio. “Le aziende, che per lo più lavorano metalli non ferrosi, si sono dovute arrangiare sviluppandosi verso l’alto. Ci sono stabilimenti distribuiti su tre-quattro piani. Immagini i costi di movimentazione del materiale...”. Eppure chi a Lumezzane è nato, come persona prima che come imprenditore, da questa valle non se ne vuole proprio andare. Perfino i più grandi, quelli che nel loro settore con gli anni sono diventati leader di mercato a livello internazionale, quelli che per crescere hanno dovuto per forza estendere gli impianti in superficie orizzontale, alla fine si sono spostati poco distante. È il caso ad esempio di Rubinetterie Bresciane, gigante delle valvole a sfera per impianti ad acqua e gas, che oggi ha la sede principale a Gussago, nella pianura in direzione di Brescia, e che metà del suo fatturato lo fa all’estero. “Ci definivano l’azienda dei trampoli perché avevamo lo stabilimento su tre piani”, mi racconta il presidente e amministratore delegato Aldo Bonomi, che a Lumezzane continua ad abitare con la famiglia. “Quando ci siamo trasferiti nella nuova sede avevo il terrore che i dipendenti si licenziassero per non spostarsi. Sa, da queste parti non è che si fatichi a trovare un’altra fabbrica... Per fortuna non è andata così. Ed è stato fondamentale per il nostro successo. Solo qui troviamo le competenze necessarie per produrre con quello standard di qualità che ci viene riconosciuto dovunque”.

Il dna del successo bresciano

Incredibile legame col territorio, grande apertura all’estero. Eccolo dunque il dna del distretto industriale bresciano. A cui da queste parti si deve la fetta maggiore della ripresa registrata finora. Se la curva della produzione è infatti ancora distante dal picco pre-crisi, quella delle esportazioni l’ha già superato. Segno che quanto recuperato finora, qui si deve per lo più alla capacità di guardare fuori dall’Italia. E infatti i dati dicono che la provincia di Brescia nel 2017 è stata quarta in Italia nella classifica di quelle più esportatrici. “Il nostro tessuto è fatto per lo più di piccole e medie realtà produttive che però sono iperspecializzate”, mi spiega Germana Bergomi, delegata all’internazionalizzazione dell’Associazione Industriale Bresciana. “E' proprio questa specializzazione che ci ha consentito di penetrare in mercati stranieri, anche difficili come la Germania. Facendo leva soprattutto su questo ci siamo risollevati dalla crisi. Ecco perché la nostra associazione aiuta chi vuole guardare fuori dall’Italia. Usiamo l’esperienza di quelli che l’hanno già fatto per dare consigli, soprattutto pratici, a chi sta pensando di farlo. Il risultato è che da noi esportano anche le aziende più piccole”.

Il territorio conta

Una delle aziende del territorio in assoluto più aperte ai mercati stranieri la trovo a Orzinuovi, nella Bassa Bresciana. È il Gruppo AB, che fabbrica impianti di cogenerazione che fanno risparmiare energia ed emissioni. Nel settore sono considerati fra i migliori al mondo. Il presidente Angelo Baronchelli, AB appunto, con orgoglio mi mostra su un tablet le immagini di un impianto da poco installato su un grattacielo di Times Square, a New York. “Quello che facciamo a Brescia lo fanno in pochi all’estero, mi creda”, dice senza esitare. “Il nostro territorio ha capacità professionali e competenze uniche. Io dico sempre che in giro per il mondo non c’è nessuno che ti aspetta. Per affermarti puoi solo far vedere la qualità del tuo prodotto. Ecco: di qualsiasi cosa io abbia bisogno per farlo, a Brescia la trovo. È soprattutto questo che ci rende competitivi”.

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