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No Tav, nuovo processo per attivisti coinvolti negli scontri del 2011

Foto d'archivio Ansa
2' di lettura

La Cassazione ha stabilito che il processo nei confronti dei manifestanti coinvolti negli scontri a Chiomonte nell'estate 2011 è da rifare. Per 26 imputati ci sarà un nuovo giudizio mentre per altri 7 la pena sarà ricalcolata

Processo d'appello da rifare per i manifestanti No Tav coinvolti negli scontri di Chiomonte dell'estate 2011 contro le forze di polizia. È questa la decisione della VI sezione penale della Cassazione, che ha annullato la sentenza pronunciata dalla Corte d'appello di Torino nel novembre 2016. I supremi giudici hanno rinviato a un nuovo giudizio in merito alle posizioni di 26 attivisti - accogliendo il loro ricorso - e confermato la responsabilità di altri sette, a carico dei quali però sono stati eliminati alcuni capi d'imputazione. Anche per questi ultimi, quindi, c'è il rinvio in appello per il ricalcolo delle condanne, che saranno ridotte. Complessivamente gli imputati erano 35.

Una sola assoluzione

La suprema corte ha pronunciato una sola assoluzione e per un altro imputato ha confermato la condanna ma annullato le sanzioni civili. I risarcimenti in favore dei sindacati di polizia sono stati annullati, così come chiesto dal Pg della Cassazione. Confermati invece quelli per i ministeri della Difesa, dell'Economia e dell'Interno. Con la loro decisione, in sostanza, i supremi giudici non hanno confermato il verdetto emesso il 17 novembre 2016 dalla corte d'appello di Torino.

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