Forlì, è morto il pensionato che ha ucciso la figlia disabile

L'ospedale Bufalini di Cesena dove è morto il 73enne (foto d'archivio: LaPresse)
1' di lettura

All'origine del gesto, l'angoscia per il futuro della figlia, disabile dalla nascita, che l'uomo e la moglie avrebbero dovuto ricoverare in una struttura perché ormai incapaci di prendersene cura attivamente

È morto dopo cinque giorni di agonia il 73enne che lo scorso 12 aprile a Meldola nel forlivese aveva ucciso la figlia disabile con un colpo di pistola, che ha poi rivolto contro se stesso. L'uomo, dopo essersi sparato alla testa, è stato ricoverato al trauma center dell'ospedale Bufalini di Cesena in stato di coma profondo.

L’angoscia per il futuro della figlia

All’origine del gesto del 73enne ci sarebbe l’angoscia per il futuro della figlia, 45enne cerebrolesa dalla nascita per complicanze durante il parto. La paura dei genitori era di non riuscire più a seguirla attivamente, costringendoli a ricoverarla definitivamente in una struttura. Ad aggravare questa paura, il decadimento fisico di entrambi e l’intervento chirurgico cui si era sottoposta di recente la moglie.

Leggi tutto
Prossimo articolo