"Foodora sfruttatori", scritte di vernice davanti a Tribunale Torino

Le proteste dei fattorini di Foodora a Milano (foto d'archivio/LaPresse)
2' di lettura

È attesa per domani la sentenza di primo grado del processo che sei ex rider della multinazionale tedesca di food delivery hanno intentato contro l'azienda. L'obiettivo sono il reintegro e maggiori tutele sul lavoro

"Foodora sfruttatori", "No alla gig economy": sono le scritte di vernice rossa e nera comparse davanti all'ingresso del Tribunale di Torino alla vigilia della ripresa della causa contro Foodora, la multinazionale tedesca di consegne di cibo a domicilio. Intentata da sei ex fattorini licenziati nel 2016 dall’azienda, questa di Torino è la prima causa in Italia contro uno dei giganti della "gig economy", l'economia del lavoretto. La sentenza di primo grado è attesa per domani, 11 aprile.

La causa

Chi fa le consegne per Foodora viene pagato 4 euro lordi a consegna; l’azienda paga i contributi Inps e Inail previsti dal contratto e fornisce un’assicurazione per i danni a terzi. I rider sono collaboratori coordinati e continuativi (cosiddetti co-co-co), non è lavoro subordinato. A decine avevano partecipato alle proteste di piazza per chiedere retribuzioni più alte e maggiori tutele. Fra loro, i sei che hanno trascinato Foodora in tribunale. Accusano l’azienda di food delivery averli licenziati ingiustamente per aver partecipato alle manifestazioni. I lavoratori sono stati gradualmente esclusi dalla piattaforma su cui i fattorini ricevono le consegne (e con la quale, necessariamente, lavorano), nonostante avessero a più riprese dato la loro disponibilità.

Le richieste

Nonostante i tentativi di conciliazione con l’azienda, i sei fattorini nel 2016 sono stati licenziati. In tribunale gli avvocati dei rider, Sergio Bonetto e Giulia Druetta, chiedono al giudice il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e la conseguente illegittimità del licenziamento. L'obiettivo è ottenere il reintegro o almeno un indennizzo monetario. Il giudice si esprimerà poi sull’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza forniti ai lavoratori e sulla privacy dei ciclisti-fattorini, che potevano essere costantemente monitorati con un sistema satellitare.

Il corteo

Per domani mattina è stato organizzato un presidio davanti al Palagiustizia di Torino che inizierà alle 9. Al termine dell’udienza, un corteo di biciclette partirà da Palazzo di Giustizia per raggiungere piazza Statuto.

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