Blitz a Bardonecchia, la Francia: “Mai violata la sovranità italiana”

Cronaca
Agenti della polizia di dogana a Bardonecchia (Foto archivio Ansa)

Secondo il gabinetto del ministro Gerald Darmanin, l’episodio accaduto alla stazione piemontese, dove venerdì 5 gendarmi francesi hanno fatto irruzione per controllare un migrante, è solo “una stretta applicazione dell'accordo che consente i controlli”

"Non c'è stata nessuna violazione della sovranità italiana, soltanto una stretta applicazione dell'accordo del 1990 che consente di effettuare da una parte e dell'altra della frontiera dei controlli". È il gabinetto del ministro dell'Azione e dei Conti pubblici, Gerald Darmanin, a ribadire oggi la posizione della Francia in merito alla vicenda dei cinque gendarmi che venerdì hanno fatto irruzione nella stazione di Bardonecchia, gestita dalla Ong Rainbow4Africa, per costringere un migrante, sospettato di essere uno spacciatore, a sottoporsi al test delle urine. In settimana, si è appreso, il direttore generale delle Dogane francesi, Rodolphe Gintz, sarà in Italia per incontrare il suo omologo italiano e "ripristinare l'accordo, ora sospeso”. Intanto il prefetto di Torino Renato Saccone ha visitato i locali della stazione dell'Alta Val Susa e ha ringraziato “gli operatori e i volontari del centro di Bardonecchia per l'ottimo lavoro che stanno facendo in un progetto che nasce dalle Istituzioni ed è gestito dal comune".

Francia: “Che nel locale ci sia una Ong non cambia gli accordi”

Secondo il gabinetto del ministro Darmanin, che sarà prossimamente a Roma, gli "sconfinamenti per controlli", previsti dall'accordo del 1990 sia da parte francese sia da parte italiana, sono "frequenti". Ne avvengono "in media uno o due al mese, compresi quelli nei locali in questione", cioè la stazione di Bardonecchia. Inoltre, precisano le fonti, "in questo caso non si trattava di un controllo migratorio ma di una ricerca di stupefacenti". Secondo gli auspici del ministro Darmanin, che ha chiesto dal Direttore delle dogane di recarsi subito in Italia, "gli incontri dovrebbero consentire la ripresa dell'accordo di cooperazione doganale in tutti i suoi punti, compresa l'utilizzazione del locale nella stazione di Bardonecchia". Il gabinetto del ministro ha precisato anche che "non si ricordano finora incidenti" del genere nell'esecuzione dell'accordo tra Francia e Italia e che proprio la logica dell'intesa vuole che tali, previsti, sconfinamenti possano avvenire "senza la necessità di avvertire i doganieri dell'altro Paese". "Il fatto che il locale si stato di recente messo a disposizione di una Ong - ha reso noto il gabinetto del ministro - non cambia in nulla il fatto che resta a disposizione dei doganieri francesi".

Il sindaco: “Evitare che Bardonecchia diventi una nuova Ventimiglia”

"Scuse dai francesi? Qui non è arrivata nessuna scusa. Se vorrei averle? Basta che si scusino con tutti gli italiani e si chiarisca quanto accaduto", è il commento di Moussa, il mediatore culturale che venerdì sera ha assistito all'irruzione degli agenti francesi, armati, nei locali della stazione. "Mi hanno fatto segno di stare zitto - dice il giovane - si sono messi il dito sulla bocca. Un gesto scioccante, soprattutto in questo posto". Specialmente perché, ricorda il sindaco Francesco Avato, Bardonecchia non vuole diventare "la nuova Ventimiglia". "Siamo un Paese solidale - sottolinea don Franco Tonda - I migranti hanno iniziato ad arrivare la scorsa estate, c'era bel tempo, passavano senza fermarsi. Con l'inverno, però, la situazione è peggiorata. Abbiamo raccolto indumenti da regalare, come qualche giacca a vento, e portato bevande calde. Il Comune si è subito attivato. Ma nonostante si spieghino ai migranti i pericoli del viaggio, loro vogliono andare avanti".

La polemica tra Rainbow4Africa e Gasparri

Ma la polemica è arrivata anche su Twitter, con il senatore Maurizio Gasparri (FI) che dichiara che Bardonecchia "è un punto di passaggio per i clandestini verso la Francia" e "di fatto" le Ong e "altre realtà supportano questo transito illegale". Secca la replica di Rainbow4Africa che, dopo aver invitato l’ex vicepresidente del Senato a informarsi meglio “magari dal prefetto”, spiega che la maggior parte delle persone che arrivano nel comune piemontese “non sono clandestini, ma richiedenti asilo e come tali dotati di permesso di soggiorno temporaneo. Inoltre la funzione del nostro progetto, oltre ovviamente al trattamento sanitario, prevede la dissuasione del tentativo di attraversamento della frontiera". "Grazie per la replica - è il messaggio successivo di Gasparri - credo che le Ong alimentino il traffico dei clandestini. A Bardonecchia non transitano solo rifugiati".

La vicenda

L’episodio risale al 30 marzo, quando gli agenti della dogana francese hanno accompagnato un migrante alla stazione di Bardonecchia ma, invece che lasciarlo lì davanti, sono entrati nei locali di Rainbow4Africa e hanno costretto l’uomo a sottoporsi al test delle urine intimidendo anche un medico e alcuni volontari presenti. Sul caso la Procura di Torino ha aperto un fascicolo di indagine che ipotizza i reati di abuso in atti di ufficio, violenza privata e violazione di domicilio, mentre si sta ancora valutando anche l'eventuale sussistenza del reato di perquisizione illegale. Intanto, la Francia ha sospeso i controlli.

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