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Cucchi, teste: era gonfio di botte, carabinieri si erano "divertiti"

Foto d'archivio
3' di lettura

"Era ridotto che sembrava una zampogna, in quelle condizioni non doveva essere portato in carcere". E' quanto ha affermato Luigi Lainà nel corso del processo davanti alla I corte d'Assise che vede imputati cinque carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

"Stefano mi disse che con lui i carabinieri si erano 'divertiti'. Era ridotto che sembrava una zampogna, in quelle condizioni non doveva essere portato in carcere". Sono queste le parole di Luigi Lainà, detenuto che incontrò Stefano Cucchi nel centro clinico di Regina Coeli, dove si trovava anche lui, la notte tra il 16 e il 17 ottobre del 2009. Il teste ha parlato nel corso del processo davanti alla I corte d'Assise che vede imputati cinque carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale. Stefano Cucchi era stato arrestato nell’ottobre 2009 per droga ed era morto dopo una settimana in ospedale

"Era gonfio, aveva ematomi sul viso e sugli zigomi, era viola"

"Stefano mi raccontò che lo avevano picchiato due carabinieri in borghese nella prima caserma in cui fu portato, si fermarono su ordine di un altro carabiniere che indossava la divisa", ha spiegato ancora il teste. "Lo volevano far parlare - ha aggiunto -, volevano sapere della provenienza della droga ma lui non parlò, non volle fare la spia". Il racconto dell’uomo include anche la descrizione delle condizioni di Cucchi che "era gonfio, aveva ematomi sul viso e sugli zigomi, era viola, perdeva sangue da un orecchio. Gli portai un caffè ma non riusciva neanche a inghiottire. Quando gli ho visto la schiena era uno scheletro violaceo: sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz. Non ho mai visto un detenuto portato in cella in quelle condizioni". L’uomo ha poi spiegato al pm Giovanni Musarò di aver "avvisato il dottor Petillo del centro clinico che dopo averlo visitato ha disposto il trasferimento in ospedale". 

Ilaria Cucchi: "Racconto drammatico"

Sui particolari forniti dal teste, è intervenuta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano: "Il racconto del testimone è drammatico dal punto di vista emotivo, rivedo anche il carattere e i modi di fare di mio fratello e soprattutto la sua sofferenza che per tanti anni è stata nascosta". "Per anni - ha aggiunto- si è parlato di lesioni lievi, lui stava malissimo invece, e quel dolore è aumentato ora dopo ora fino a farlo morire".

Ascoltato anche agente della penitenziaria

Nel processo sono imputati Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, accusati di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità. Tedesco è accusato anche di falso e calunnia con il maresciallo Roberto Mandolini, mentre della sola calunnia risponde Vincenzo Nicolardi. Nel corso dell'udienza è stato ascoltato anche un agente delle penitenziaria che era a bordo dell'ambulanza con la quale Cucchi fu trasportato all'ospedale Pertini. "Cucchi durante il tragitto dal carcere di Regina Coeli all'ospedale mi disse 'sono stati i servitori dello Stato a farmi questo'. Gli chiesi se si riferiva a noi della penitenziaria ma Stefano disse che non si riferiva a noi ma che comunque ne avrebbe parlato col suo avvocato", ha raccontato. 

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