È il 20 marzo, il maltempo saluta l'equinozio di primavera

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Nonostante freddo, pioggia e neve l'nverno, al di sopra dell'equatore, è finito. LE PREVISIONI METEO

L'emisfero boreale saluta l'inverno e dà il benvenuto alla stagione primaverile. Il 20 marzo cade l'equinozio di primavera, il giorno in cui il Sole si trova allo zenit dell'equatore e, teoricamente, le ore del giorno e della notte dovrebbero coincidere. Per l'emisfero australe, invece, l'equinozio di primavera segna l'inizio dell'autunno.

Che cos'è l'equinozio di primavera

Il 20 marzo alle 17:15 nel nostro Paese inizia ufficialmente la primavera astronomica. È il giorno dell'equinozio che in latino si traduce con "uguale notte" e sta a indicare il fatto che giorno e notte dovrebbero avere la stessa durata di 12 ore ciascuno. Ciò è dovuto al fatto che il Sole si trova allo zenit del nostro equatore. "L'equinozio di primavera - ha spiegato Sandro Bardelli, astronomo dell’Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio dell’Inaf di Bologna - è definito come l’istante del passaggio del centro del Sole sulla proiezione in cielo dell’equatore terrestre. Non esiste un punto fisico o una stella che identifica la posizione del Sole in quel momento. In pratica lo si osserva con gli effetti dell’illuminazione del Sole sulla Terra". Il 20 marzo coincide con l'inizio della primavera solo nell'emisfero boreale. Al contrario, al di sotto dell'equatore, è il giorno in cui l'estate lascia spazio all'autunno. A partire da questo giorno al Polo Sud cala la notte, mentre al Polo Nord iniziano i sei mesi di luce.

Una data che cambia

L'equinozio di primavera non cade sempre nella stessa data. Ciò sarebbe dovuto alla "precessione degli equinozi", un fenomeno per il quale l'asse di rotazione terrestre cambia in modo impercettibile ma continuo. Ecco perché il giorno in cui le ore di buio e luce coincidono varierebbe costantemente. "L’ultima volta che l’equinozio è avvenuto il 21 marzo è stato nel 2007, la prossima volta sarà nel 2102", ha affermato Bardelli. Il calendario gregoriano conta 365 giorni in un anno. Una rivoulzione terrestre, invece, è compiuta in 365 giorni 5 ore 48 minuti 49 secondi. Per questa ragione si accumula un ritardo per tre anni che, successivamente, viene recuperato aggiungendo un giorno ogni quattro anni nell'anno bisestile. Il ritardo accumulato ogni anno, di conseguenza, comporta che l'equinozio abbia un orario differente ogni anno e può cadere in un giorno compreso tra il 19 e il 21 marzo.

Primavera astronomica e meteorologica

Molto spesso capita che la primavera astronomica non coincida con quella meteorologica. Anche quest'anno, infatti, nonostante il 20 marzo segni teoricamente l'inizio della bella stagione, la settimana a venire nel nostro Paese dovrebbe essere caratterizzata da temperature rigide, con la colonnina di mercurio anche al di sotto dei dieci gradi. Conseguenza di Burian, l'ondata di gelo che torna a colpire l'Italia da nord fino al centro-sud. Secondo i meteorologi, l'instabilità potrebbe caratterizzare tutto il mese di marzo, ritardando l'arrivo della primavera.

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