Valanga a Livigno, scialpinista austriaco muore travolto

La valanga che ha ucciso lo scialpinista si è verificata nelle montagne di Livigno (SO) in zona Forcola
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L'incidente si è verificato in zona Forcola dopo il distacco di una massa di neve. La vittima era insieme a due amici: uno dei due è stato travolto ma non ha riportato traumi, il terzo ne è uscito del tutto illeso. Il pericolo valanghe nell'area era di grado "3 marcato"

Uno scialpinista austriaco di 59 anni è morto ucciso da una valanga caduta nel pomeriggio del 19 marzo a 2400 metri fra la Val Nera e la Val di Campo, in zona Forcola, nel territorio comunale di Livigno (Sondrio). La breve vacanza sulle montagne della Lombardia, al confine con la Svizzera, si è trasformata per l'uomo in una tragedia, mentre uno dei due amici e connazionali che erano con lui al momento del distacco è stato leggermente investito dalla massa di neve ma è riuscito a liberarsi da solo cavandosela soltanto con un grosso spavento. Del tutto illeso, invece, il terzo componente della comitiva che con il suo cellulare è sceso più a valle riuscendo a lanciare l'allarme ai soccorritori dopo le 14 e a fornire indicazioni precise all'individuazione dei due amici.

L'incidente

La slavina, di notevoli dimensioni, ha travolto il 59enne austriaco trascinandolo verso il fondovalle per circa 150 metri, sino al greto di un torrente. Il grave stato di ipotermia e le lesioni riportate non gli hanno lasciato scampo. Sono quindi risultati del tutto vani i tentativi di rianimarlo da parte del medico, dell'infermiere e del tecnico dell'elisoccorso sbarcati dall'elicottero nel punto di primo intervento e che poi, a piedi, con le squadre da terra del Soccorso Alpino della VII Delegazione di Valtellina e Valchiavenna e i militari del Sagf della Guardia di Finanza hanno raggiunto la zona teatro della disgrazia, dove il velivolo non poteva atterrare per l'imperversare di una bufera di neve e vento gelido che per l'intero pomeriggio ha spazzato le montagne dell'alta Valtellina.

Pericolo ignorato

Sulle Alpi lombarde l'indice del pericolo valanghe era di grado "3 marcato" tendente in aumento su una scala europea di cinque gradini. Sull'episodio indagano i carabinieri di Livigno e del Nucleo operativo della Compagnia di Tirano, per accertare eventuali responsabilità a carico di uno o di entrambi i sopravvissuti nella caduta della slavina in un'area che nella giornata dell'incidente era assolutamente inibita alla pratica dello scialpinismo.

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