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Stintino, il sindaco vieta i teli per salvare la spiaggia dei sogni

Durante l'estate la spiaggia di Stinino conta circa 5mila presenze al giorno (archivio Fotogramma)
3' di lettura

È l'idea dell'amministrazione comunale che potrebbe entrare in vigore già dalla prossima estate. La Pelosa, una delle località più fotografate in Sardegna, è a rischio collasso in agosto per l'invasione di 5mila persone al giorno

Al mare senza telo e borsoni a partire dalla prossima estate. È una delle idee al vaglio del Comune di Stintino, in provincia di Sassari, per arginare la perdita di sabbia della spiaggia della Pelosa, una delle attrazioni turistiche più famose della Sardegna.

Il "piano ponte" del Comune

Secondo quanto riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, il piano allo studio del Comune di Stintino, in accordo con l'ente Regione, potrebbe entrare in vigore già dalla prossima estate. L'obiettivo è quello di permettere alle sabbie della Pelosa di resistere fino all'inizio del maxi intervento di riqualificazione previsto per l'ottobre del 2019. Il cosiddetto “piano ponte” del sindaco Antonio Diana per impedire la perdita quotidiana di quintali di sabbia dalla spiaggia prevede, tra le altre cose, il divieto di asciugamani, borsoni e borse frigo, che verranno sostituiti con spiaggine, teli rigidi ed eco shopper trasparenti distribuiti all'ingresso della Pelosa. Inoltre, riporta la Nuova Sardegna, verranno installati anche lavapiedi obbligatori alle uscite, e saranno assunte guardie giurate in servizio tutto il giorno per evitare l’invasione delle dune. Si dovrebbe arrivare così a impedire che la sabbia rimanga letteralmente attaccata sui corpi di migliaia di bagnanti e sui loro oggetti resi umidi dall'acqua del mare.

Il flusso dei turisti

In attesa di capire la fattibilità di questa misura, quel che appare ormai chiaro secondo gli esperti è il fatto che, senza immediati divieti, la spiaggia della Pelosa difficilmente riuscirà a resistere ad altre due invasioni turistiche prima dell'inizio dei lavori del 2019. La presenza turistica registrata nel 2017 è stata pari a 5mila presenze al giorno con punte di 7mila durante i fine settimana di agosto. Un numero che, scrive la Nuova Sardegna, sarebbe ben oltre quello limite di 1250-1300 previsto da uno studio dell'Ispra del 2010. Così ecco il “piano ponte” che dovrebbe portare il tratto del litorale a resistere fino al maxi intervento da 18 milioni di euro. Un piano diviso in 5 lotti che prevede, tra l'altro, il divieto all'ingresso di auto e lo smantellamento di una parte di strada asfaltata nonché la sua sostituzione con un sistema di passerelle rialzate per riattivare il sistema delle dune. "La Pelosa è un gioiello – ha detto Diana alla Nuova Sardegna – E merita un lavoro di 'chirurgia ambientale' per custodire e trasmettere questo patrimonio ambientale alle generazioni future. Ma anche un sistema di fruizione diverso, più maturo da parte di tutti".

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