Direttori stranieri nei musei, ad aprile la decisione sulle nomine

Cronaca
Il ministro Franceschini con i direttori dei 20 musei autonomi, nel novembre 2017 (Foto Ansa)
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Il Consiglio di Stato rimette ogni decisione all'adunanza plenaria, che dovrebbe tenersi ad aprile. La sentenza del 2 febbraio ha rimesso in discussione gli incarichi a causa di un contrasto giurisprudenziale

Si terrà ad aprile, molto probabilmente mercoledì 18, l'adunanza generale del Consiglio di Stato per esaminare e decidere la questione legata alle nomine dei direttori stranieri dei musei. Il Consiglio di Stato dovrà mettere un punto fermo alla vicenda, dopo che la sentenza del 2 febbraio ha evidenziato un contrasto giurisprudenziale tra una decisione del Consiglio stesso, che apriva alla direzione da parte di cittadini stranieri, e un regolamento che richiede “cittadinanza italiana per incarichi di livello dirigenziale”. Il Consiglio di Stato, come spiega l’ufficio stampa dell’organo di secondo grado della giustizia amministrativa, ha quindi rimesso la decisione definitiva all’adunanza plenaria. Nel frattempo tutti i direttori stranieri restano in carica e continuano a dirigere i loro musei. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha commentato: “Mi domando come ci giudichino all’estero”.

Consiglio di Stato: "Nessuna pronuncia ribaltata"

L'ufficio stampa del Consiglio di Stato ha precisato che esiste un solo precedente (e non 6) del Consiglio di Stato, su questa questione ed è la sentenza n. 3666 del 2017, con la quale è stato deciso che i direttori dei musei "possono non avere cittadinanza italiana". Quanto alla sentenza del 2 febbraio 2018 (la n. 677/2018), sottolinea l’ufficio stampa, "non ha ribaltato tale pronuncia, ma ha solo rimesso la decisione finale nelle mani dell’adunanza plenaria del Consiglio di stato, che verrà fissata nella prima udienza utile. La sentenza ha stabilito definitivamente la legittimità della procedura selettiva per la selezione dei direttori dei musei" conclude l’ufficio stampa.

Franceschini: "Mi domando come ci giudicano all'estero"

In un’intervista a Repubblica il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha commentato così la vicenda: "Mi domando come ci giudicano all'estero, dopo aver salutato con molto favore la riforma. Come si può pensare - si chiede Franceschini - che, quando scadranno i contratti, chi ha diretto così bene i nostri musei chiederà di essere riconfermato? Come può farlo essendo probabile che qualcuno presenti ricorso invocando il fatto che non è italiano?”.

La frenata del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato aveva rimesso in discussione la questione dei direttori stranieri nei musei statali italiani spiegando che esiste un “contrasto giurisprudenziale” fra una sentenza dello stesso Consiglio di Stato, che apriva la direzione dei musei agli stranieri, e un regolamento che richiede “imprescindibilmente la cittadinanza italiana per il conferimento di incarichi di livello dirigenziale”. In particolare, nella sentenza, si spiega che un precedente verdetto del Consiglio di Stato del 24 luglio 2017 “ha ritenuto che l'attività di direttore del museo statale non potrebbe intendersi riservata a cittadini italiani”. Ma poi viene richiamato il regolamento emanato con il Dpcm 171 del 1994, “mai successivamente abrogato”, che richiede “imprescindibilmente la cittadinanza italiana per il conferimento di incarichi di livello dirigenziale”, ed è applicabile, hanno spiegato  i giudici, nel giudizio sulla questione dei direttori dei musei.

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