Il 6% dei minorenni è stato vittima di cyberbullismo nell'ultimo anno

Un'immagine d'archivio di una bambina al pc (Getty)
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Al Miur è stata presentata la ricerca EU Kids Online, condotta dall’Università Cattolica. Raddoppiate in 7 anni le esperienze negative in Rete. Il 58% dei giovani di età 11-17 anni afferma di essere rimasto passivo di fronte a messaggi d’odio o offensivi letti sul web

Il fenomeno del cyberbullismo è in aumento e coinvolge un numero sempre maggiore di giovani: il 6% dei ragazzi tra i 9 e i 17 anni ne è stato vittima nell'ultimo anno. I dati sono emersi grazie alla ricerca "EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili” su rischi e opportunità di internet per bambini e ragazzi, condotta dal centro di ricerca dell'Università Cattolica e presentata al Miur. Tra le cifre più allarmanti risulta che in pochi anni è più che raddoppiata la percentuale di minorenni che vivono esperienze negative navigando in Internet: erano il 6% nel 2010, sono diventati il 13% nel 2017.

I dati della ricerca

Secondo i dati presentati al Miur, il 19% dei giovani intervistati ha assistito a episodi di cyberbullismo nell'ultimo anno. Il 31% tra i ragazzi della fascia 11-17 anni afferma di aver visto online messaggi d'odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo. Di fronte all'hate speech il sentimento più diffuso è la tristezza (52% dei casi), seguita da disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%). Ma il 58% del campione afferma di non aver fatto nulla per difendere le vittime.

Molti adottano atteggiamenti passivi

Sempre secondo i dati emersi dalla ricerca, continua ad essere alto il numero di ragazze e ragazzi che adottano risposte passive ai rischi di Internet, ignorando il problema o sperando che si risolva da solo (35%). Il 25% non parla con nessuno delle esperienze sul web che hanno generato disagio, e nel 27% dei casi il problema viene risolto chiudendo semplicemente la pagina web o l'app. Mentre solo il 22% di chi ha avuto un'esperienza negativa su Internet ha reagito bloccando un contatto sui social network. Il 10% ha modificato le proprie impostazioni di privacy e il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. Ma se si decide di rivolgersi a qualcuno, i problemi causati dalla Rete si affrontano o con gli amici (47%) o con i genitori (38%). Un altro dato in aumento riguarda, infine, l'esposizione a siti o blog con discussioni legate a contenuti negativi razzisti e discriminatori: l’esperienza riguarda il 33% degli intervistati.

L’uso dello smartphone

Quanto all'accesso alla Rete, lo smartphone è il principale strumento utilizzato dai ragazzi: è usato quotidianamente per andare online dal 97% dei 15-17enni e dal 51% dei bambini di 9-10 anni. L’88% dei ragazzi italiani usa Internet a casa ogni giorno, il 44% lo usa quotidianamente quando è fuori per recarsi da qualche parte (per strada, sui mezzi pubblici) e il 42% mentre è fuori per conto proprio. Fra gli adolescenti di 15-17 anni, la percentuale di chi usa tutti i giorni Internet quando è fuori casa sale al 74%. Cresce anche il numero di ragazzi di 9-17 anni che usa Internet tutti i giorni a scuola (26%), soprattutto fra gli adolescenti di 15-17 anni (49%).

Gli eventi promossi dal Miur

La ricerca è stata presentata oggi nel corso dell’evento "Crea, connetti e condividi il rispetto: un'Internet migliore comincia con te", organizzato dal Miur per lanciare il programma di iniziative sulla navigazione sicura e responsabile in Rete previsto nella prima settimana di febbraio. Data centrale sarà quella del 6 febbraio: a Roma, al teatro Brancaccio, si celebrerà il Safer Internet Day 2018, la Giornata internazionale dedicata alla navigazione sicura in Rete. In concomitanza si terrà anche la seconda edizione della Giornata nazionale "Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo". Altro evento di rilievo sarà quello previsto il 9 febbraio a Milano, presso la sede dell'Università Cattolica, con l'iniziativa "Parole a scuola", una giornata di formazione gratuita per docenti sul tema delle competenze digitali e dell'ostilità nei linguaggi.

Le parole del ministro Fedeli

"La Rete contiene molti rischi ma le opportunità - ha dichiarato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli - devono prevalere su pericoli. È fondamentale agire nella scuola perché purtroppo di bullismo e cyberbullismo si muore anche. Dobbiamo far sì che i ragazzi abbiano le competenze per un uso corretto e attivo degli strumenti di navigazione, ma anche per orientarsi e saper leggere in modo consapevole le informazioni che trovano in Rete. Non partiamo però da zero: il Miur è già fortemente impegnato - ha assicurato - affinché le ragazze e i ragazzi possano avere una piena cittadinanza digitale". E ricordando la legge varata per il contrasto del cyberbullismo, la ministra ha annunciato che il 6 febbraio saranno avviati i lavori del Tavolo tecnico inter-istituzionale che realizzerà un sistema di raccolta di dati per monitorare l'evoluzione di questi fenomeni, avvalendosi anche della collaborazione della polizia postale: a disposizione 1 milione di euro per le azioni di contrasto. 

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