I resti della Croma della scorta di Falcone in mostra a Roma

Foto d'archivio
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Il progetto si chiama “Quarto Savona Quindici: la memoria in viaggio” e, per sensibilizzare i giovani contro le mafie, racconta la storia di Montinaro, Schifani e Dicillo, morti nella strage di Capaci. Quel che resta della macchina è nella Capitale fino al 31 gennaio

La teca che custodisce i resti della Croma blindata su cui viaggiavano Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo – uomini della scorta di Giovanni Falcone uccisi insieme a lui nella strage di Capaci - è a Roma fino al 31 gennaio. È esposta nella Galleria Alberto Sordi, in piazza Colonna, ed è visitabile tutti i giorni dalle 8.30 alle 21.00. Il progetto si chiama “Quarto Savona Quindici: la memoria in viaggio” ed è promosso dalla Regione Lazio.

La storia dei ragazzi della Quarto Savona Quindici

“Portando per la prima volta la Teca da Palermo a Roma – spiega una nota – la Regione vuole raccontare la storia di chi viaggiava su quell'auto, i ragazzi della Quarto Savona Quindici (nome in codice della scorta)”. E vuole anche sensibilizzare i giovani al tema della lotta alla mafia. Per questo all’inaugurazione di oggi (24 gennaio) hanno partecipato anche 400 studenti delle scuole superiori provenienti da varie città del Lazio. Tante altre classi si alterneranno per rendere omaggio alla teca grazie alla collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale.

Il viaggio della Croma

La macchina, il 23 maggio del 1992, è stata colpita in pieno dalla deflagrazione di 600 kg di tritolo. È stata ritrovata nel tardo pomeriggio di quel giorno, distrutta, in un uliveto a diverse centinaia di metri di distanza dal luogo dell'attentato. Ma il viaggio della Croma blindata non è finito sotto il tritolo: l’obiettivo di questa esposizione, e delle altre che ci sono state e che ci saranno, è che quella macchina percorra altri chilometri e racconti la storia e l’impegno di chi era a bordo. Un percorso che continua grazie alla polizia di Stato e a Tina e Antonio Montinaro, vedova e figlio del caposcorta di Falcone.

L’inaugurazione della tappa romana

Tina Montinaro era presente all’inaugurazione a Roma. Insieme a lei, tra gli altri, anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, i vertici delle forze di polizia della Capitale. “La Quarto Savona Quindici rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie – ha detto Zingaretti –. Abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa romana di un viaggio che percorre le città dell'Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari, che hanno perso la vita per la democrazia, è viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”. “Questa iniziativa è il frutto di un percorso di cultura e legalità realizzato da anni all'interno delle scuole e nei confronti di ragazzi che quel giorno non erano ancora nati, ma che hanno la possibilità di rendere omaggio alla teca e aggiungere carburante a quell’auto, permettendo al contachilometri di quella Croma di continuare a girare”, ha aggiunto Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la sicurezza la legalità della Regione Lazio. Per l’occasione è arrivato anche un telegramma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Desidero rinnovare il mio partecipe e commosso omaggio alle vittime di quel tragico e vile attentato. Ricordare questi servitori dello Stato e, con essi, tutte le vittime della mafia significa continuare la loro battaglia a garanzia della legalità e della pacifica convivenza”.

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