Terremoto, a Caldarola arrivano 41 casette dopo 14 mesi

Cronaca

Ma è protesta per i difetti strutturali. "Viti fuori dai muri e caldaie non funzionanti", denunciano gli abitanti di Caldarola (Macerata) al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, arrivato per verificare lo stato delle soluzioni abitative di emergenza (Sae)

Caldaie non funzionanti, perdite d'acqua e viti fuori dai muri. Sono solo alcuni dei difetti strutturali che sono stati trovati dagli abitanti di Caldarola (Macerata) nelle Sae (soluzioni abitative d'emergenza), le casette appena consegnate loro dopo il sisma del centro Italia di oltre un anno fa. “Sicuramente c'è stata una corsa alle consegna delle soluzioni abitative di emergenza e quindi non s'è fatto un riscontro puntuale”. Queste le parole del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, dopo il sopralluogo del 29 dicembre alle 41 casette consegnate agli abitanti di Caldarola, tra i paesi colpiti dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I problemi evidenziati dai cittadini

Borrelli è arrivato a Caldarola nella prima mattinata di venerdì durante un tour che l'ha portato anche a Sarnano e Visso. All'incontro erano presenti i sindaci dei paesi interessati e primi cittadini destinatari delle nuove soluzioni abitative di emergenza. Fra questi, Sky TG24 ha intervistato un 85enne che ha raccontato di aver riscontrato diverse perdite nei sanitari della propria abitazione e la mancanza di alcuni elementi come il materasso e le pentole in cucina. In un'altra abitazione, l'inquilino si è accorto che la caldaia non funzionava perché mancano gli allacci del gas. Un altro abitante, infine, ha notato che sul soffitto della sua camera da letto le viti non sono agganciate alle travi ma spuntano fuori dal muro. “Possiamo vedere – ha detto l'uomo – che i pannelli prefabbricati del tetto, che dovrebbero essere fissati a questa trave di colmo in realtà non lo sono, perché le viti sono completamente esposte. Si tratta di un difetto strutturale”.

La risposta di Borrelli

Al tour di verifica ha partecipato anche il direttore dei lavori della ditta che ha costruito le Sae, ha spiegato che non si tratta di un problema strutturale. Anche Borrelli, dopo aver ascoltato le storie delle persone e osservato i lavori eseguiti, ha parlato di semplici problemi di rifinitura: “Adesso abbiamo deciso - ha detto il capo della Protezione civile - d'accordo con la ditta, con la Regione e con i sindaci, che ovviamente si rimedierà immediatamente a quello che manca a queste soluzioni abitative di emergenza e si attuerà una nuova procedura in virtù della quale la popolazione entrerà nelle Sae solo quando sarà tutto a posto”.

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