Fabrizio Corona al pm: “È Natale, mi aiuti a uscire di galera”

Cronaca
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L’ex fotografo davanti ai giudici che devono decidere se confiscare o meno la sua casa di Milano e i 2,6 milioni di euro sequestrati nell’ottobre 2016: “La relazione sulle imposte evase è piena di bugie”. Il pubblico ministero chiede l’ammonizione

"È Natale, dottoressa, mi aiuti". Così Fabrizio Corona si è rivolto alla pm Alessandra Dolci questa mattina, chiedendole di “dargli una mano” a uscire dal carcere. L’ex fotografo dei vip ha parlato durante l’udienza davanti ai giudici della Sezione misure di prevenzione di Milano, che dovranno decidere se confiscare o meno la sua casa, sequestrata insieme a 2,6 milioni di euro in contanti. "Se il suo obiettivo è uscire di galera - ha risposto il pubblico ministero - faccia tesoro delle sue esperienze". La prossima udienza il 9 gennaio, per l'esame di un consulente della difesa e per le discussioni del pm e dei difensori.

Corona: “Relazione del pm è piena di bugie”

Corona in aula, che lo scorso 16 novembre aveva urlato in aula per poi scusarsi, è stato protagonista di un altro botta e risposta con la pm Dolci: "Io ho avuto molto tempo per studiare in carcere. La relazione del pm sulle imposte evase - ha sostenuto l’ex “re dei paparazzi” nelle dichiarazioni spontanee - è clamorosa e piena di bugie". A quel punto il pubblico ministero ha chiesto ai giudici "l'ammonizione" dell'imputato, il quale subito ha ribattuto: "Io ho il diritto di difendermi. Se in un atto c'è qualcosa di non vero, io lo devo dire. Siamo in un Paese civile, non lo faccio solo per me, ma per tutti i cittadini italiani".

La casa nel mirino dei giudici

Durante l’udienza si è parlato della casa di via De Cristoforis dell’ex fotografo che, come i suoi legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti, ha tentato di dimostrare che il suo appartamento a Milano venne acquistato dalla sua società Fenice senza alcuna irregolarità. "Le ho già pagate le imposte su quella casa - ha detto l'imputato - quante volte mi dovete fare pagare?". E ha aggiunto: "Se mi fate lavorare, guadagno 5 milioni di euro in un anno e ve li do, così sono pulito e nessuna Procura della Repubblica potrà più perseguirmi". Dura la replica del pm: "Riferisca di fatti nuovi, gli atti di cui parla sono noti al Tribunale e sa leggere da solo".

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