Milano, le Fiamme Gialle sequestrano l'appartamento di Fabrizio Corona

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Il tribunale del capoluogo ha appena chiuso l'indagine nei confronti del fotografo, che si trova già in carcere, per frode fiscale e intestazione fittizia dei beni

La Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato l'abitazione milanese di Fabrizio Corona in Via De Cristoforis. Il provvedimento disposto dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale del capoluogo lombardo ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari, i quali hanno appena chiuso l'inchiesta nei confronti del fotografo per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali in relazione alle misure di prevenzione. Al momento Corona è in carcere.



La pericolosità sociale di Corona secondo i giudici - Nel provvedimento di sequestro i giudici milanesi scrivono che la "pericolosità sociale" di Fabrizio Corona "si era già compiutamente e reiteratamente manifestata" nel marzo 2008, quando cioé, tramite un prestanome e con denaro provento di reato, comprò l'appartamento oggetto del sequestro. Nei confronti dell'ex re paparazzo, riporta nell'ordinanza, sono state emesse "una pluralità di condanne per reati economici che hanno comportato un'accumulazione patrimoniale illecita". Reati commessi da Corona "senza soluzione di continuità, a partire dal 2005" e in "un contesto di perdurante pericolosità sociale" che, all'epoca dell'acquisto dell'abitazione vicino a Corso Como, via della movida milanese, "si era già consolidato in quell'abitualità criminosa fonte di redditi illeciti ingenti che le ancor più numerose condanne successive hanno confermato".


Soldi dell'acquisto andati a un pregiudicato - Sempre da quello che scrivono i giudici emerge inoltre che l'acquisto dell'appartamento "ha ha "aspetti ulteriori di presumibile illiceità": si va dal rogito effettuato a Reggio Calabria, a "oltre mille chilometri dal luogo ove si trova l'appartamento", alla "interposizione fittizia" anche sul versante della parte che ha venduto, fino alla "destinazione di buona parte delle somme così corrisposte ad un pregiudicato di origine calabrese, Vincenzo Gallo. Secondo la ricostruzione, chi nel 2008 ha "formalmente" venduto l'immobile sono i coniugi Ceravolo e Gallo ma in realtà dietro di loro si celava Luca De Filippo, il commercialista coinvolto nell'indagine romana che ha portato all'arresto dell'immobiliarista Stefano Ricucci. Inoltre, sottolinea sempre il provvedimento, buona parte dell'importo corrisposto da Bonato - soldi distratti dal fallimento della Corona's per confluire nell'altra società dell'ex re dei paparazzi, la Fenice - sono finite nelle tasche di Vincenzo Gallo, "pregiudicato" e parente di Domenico Gallo, imprenditore calabrese considerato da tempo un nome noto delle costruzioni stradali e arrestato di recente nell'ambito dell'inchiesta sulle grandi opere. 

Data ultima modifica 07 novembre 2016 ore 15:03

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