Napoli, lasciata in culla termica neonata con sospetta sindrome down

Cronaca
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La madre, proveniente da un Paese dell'Est, ha utilizzato la culla "ninna ho", a disposizione di coloro che, in condizione di anonimato, decidono per gravi motivi di abbandonare il figlio

Intorno alle 13,30 di sabato 2 dicembre una bambina di appena quattro mesi per la quale si sospetta la presenza di sindrome di down è stata lasciata nella culla termica “ninna ho” del Policlinico Federico II di Napoli. La bimba è in buone condizioni di salute. Si tratta del secondo caso quest'anno, nel capoluogo campano, di un neonato separato dalla madre per decisione di quest'ultima e affidato alle strutture ospedaliere competenti.

L'intervento sulla piccola

Appena giunta la segnalazione di allarme della Terapia Intensiva Neonatale, il medico di guardia Letizia Capasso, ha soccorso immediatamente la bambina, attivando il trasporto della piccola nel reparto di Neonatologia del Policlinico Federico II per tutti gli accertamenti.

Le culle “ninna ho”

Posizionate in luoghi facilmente raggiungibili in diversi ospedali, le culle termiche “ninna ho”, offrono un'alternativa all'abbandono dei neonati in strada nel miglior interesse degli infanti e delle stesse madri. L'iniziativa, avviata nel 2008 sulla spinta della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e del Network KPMG in Italia, con il patrocinio del ministero della Salute, permette di diffondere una cultura di solidarietà e umanità per le future mamme, italiane o straniere, in grave difficoltà. A loro è data la possibilità di partorire in anonimato e sicurezza per poi separarsi dal piccolo, quando difficoltà materiali impediscono il suo mantenimento. A Napoli l'ultimo caso risaliva allo scorso agosto, quando al Policlinico era stato lasciato Alessandro, finito prontamente fra le cure dello staff dell'ospedale.

 

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