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Orgosolo, un murales per l'accoglienza e la libertà

2' di lettura

In Sardegna, nella città di Graziano Mesina, un messaggio di integrazione contro il terrorismo

Un di-segno di pace per cancellare le ombre del banditismo. Orgosolo, nella Barbagia sarda, da qualche giorno ha lasciato sui propri muri una nuova impronta, che ha le forme e i colori dell'integrazione e dell'accoglienza, contro il terrore e la violenza.


Un Nobel nella terra di Graziano Mesina

Dal 25 novembre infatti la terra di Graziano Mesina, il più famoso e temuto tra i banditi sardi, ha tra i sui concittadini l'avvocato tunisino Abdelaziz Essid, premio Nobel per la Pace nel 2015 per il suo impegno alla creazione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo le sommosse popolari avvenute tra il 2010 e il 2011 nell'ambito della “Primavera araba” (la cosiddetta “Rivoluzione dei Gelsomini”).
E lo ha accolto con il suo linguaggio: un murale sulla facciata del municipio della città. Anche questo paesino a 20 km da Nuoro, infatti, ha avuto la sua stagione di lotte popolari, durissime, contro lo Stato, che hanno trovato proprio nei murales la loro spontanea e naturale espressione: una sorta di radio clandestina che trasmetteva a tutti e con vivida forza i messaggi di libertà e ribellione della popolazione. Il primo dei murales fu disegnato nel 1969, ai tempi della battaglia di Pratobello, quando il paese si oppose all'esercito che voleva installare in queste zone un poligono militare, ricacciandolo indietro.

I murales, galleria d'arte a rischio

Negli anni i messaggi e i colori dei murales hanno invaso la città (oggi Orgosolo è diventata la meta turistica preferita di chi va in Sardegna non solo per le spiagge) dando espressione alle rivendicazioni delle donne, agli slogan contro i grandi conflitti nel mondo (conflitto israelo-palestinese), alle stagioni del terrorismo in Italia e all'estero (Torri Gemelle 11 settembre), al dramma dell'immigrazione. Fino all'ultimo nato, solo pochi giorni fa, in occasione dell'incontro con il Nobel Essid organizzato dal comune di Orgosolo insieme all'Ordine degli avvocati di Oristano. Che ha permesso a centinaia di giovani di rinnovare il messaggio di speranza e di libertà e ridare colore a quei muri che il tempo che passa e le difficoltà economiche rischiano di sbiadire
 

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