Incontri con spacciatori, revocata la libertà vigilata a Riina jr

Cronaca
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Giuseppe Salvatore, conosciuto come Salvo, figlio del boss mafioso, è stato assegnato ad una colonia di lavoro. L'inasprimento della misura di prevenzione è dovuto alle violazioni delle restrizioni 

Revocata la libertà vigilata a Giuseppe Salvatore Riina, figlio dell'ex boss di Cosa Nostra, Totò Riina. Salvo, questo il nome col quale è conosciuto Riina jr, è stato assegnato a una colonia di lavoro. Questo quanto stabilito dal Tribunale di sorveglianza di Padova che ha accolto la richiesta di aggravamento della pena avanzata dalla Procura della città veneta. Negli ultimi mesi Riina avrebbe intrattenuto contatti con alcuni spacciatori. 

Ha avuto contatti con pusher

Il giudice Linda Arata ha accolto le tesi della Procura, che aveva proposto di sostituire la sorveglianza speciale con una misura più grave e che comporta maggiori limitazioni per il figlio del capo di Cosa Nostra, deceduto due settimane fa a 83 anni nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. 

Via da Padova

Ora il figlio di Totò "u curtu", morto lo scorso 17 novembre, dovrà abbandonare la città di Padova. Riina jr è infatti considerato ancora socialmente pericoloso dalla Dda dopo che, tra il settembre 2016 e il maggio 2017, è stato scoperto più volte acquistare cocaina da due spacciatori nel quartiere dell'Arcella. Oltretutto, secondo quanto rivelato dagli inquirenti, Giuseppe Salvatore Riina avrebbe sfruttato più volte la fascia oraria serale – quella tra le 22 e le 7 - per incontrare gli spacciatori e acquistare gli stupefacenti. Così facendo avrebbe violato due delle prescrizioni che aveva imposto il tribunale di sorveglianza: non frequentare pregiudicati e non uscire di casa di notte. Per Riina jr. scatterà dunque la detenzione in una casa lavoro, dove i detenuti sono costretti a imparare un lavoro. Le case lavoro sono quattro in Italia: due in Emilia Romagna, una in Abruzzo ed una a Favignana. Al momento non è ancora stata comunicata al suo avvocato la destinazione.

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