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Samantha Cristoforetti, laurea honoris causa in bioingegneria a Pavia

Cronaca
Samantha Cristoforetti riceve la laurea dal rettore Fabio Rugge (LaPresse)

La prima astronauta italiana ha ricevuto il riconoscimento per le ricerche scientifiche che ha contribuito a testare sulla stazione spaziale. Dove spera di tornare tra qualche anno

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Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana, aggiunge un altro riconoscimento alla sua bacheca. L'università di Pavia le ha conferito la laurea honoris causa in bioingegneria per "il valore scientifico delle sue ricerche in orbita". La cerimonia si è svolta nell'Aula Magna dell'ateneo, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni della facoltà di Ingegneria.

Le motivazioni della laurea

Cristoforetti, già laureata in ingegneria aerospaziale e in scienze aeronautiche, ha ottenuto il titolo per "l'attività svolta in condizioni operative e ambientali fuori del comune", ha sottolineato il presidente della Facoltà Lalo Magni. Un impegno che "dimostra in modo chiaro e circostanziato come le sue competenze tecnico-scientifiche siano di eccellente profilo e rientrino nelle competenze specifiche dell'alta qualificazione prevista dal corso di laurea magistrale in Bioingegneria". La missione a cui ha partecipato Samantha Cristoforetti, durata 200 giorni, è infatti servita per portare avanti importanti studi in campo biomedico, a partire dagli effetti della microgravità sul corpo umano.

Gli esperimenti sulla stazione spaziale

Uno dei test ha riguardato proprio uno studio dell'univerità di Pavia rivolto alla lotta contro l'osteoporosi, un problema non solo per le persone anziane ma anche per gli astronauti che passano molto tempo in orbita. "Come astronauti - ha spiegato Samantha Cristoforetti - siamo al servizio della comunità scientifica internazionale: siamo disponibili ad effettuare esperimenti, nei laboratori della stazione spaziale, che diano indicazioni utili in vista di future missioni, ma forniscano anche risultati concreti da utilizzare sulla terra in campo biomedico come in altri settori". Dopo la consegna del diploma, l'astronauta ha tenuto una lectio doctoralis dal titolo "Ricerca biomedica sulla Stazione Spaziale Internazionale".

Nello spazio all'inizio del 2020

Cristoforetti ha poi parlato del futuro spaziale, suo e della ricerca. Ha affermato che le missioni lontane dalla Terra e vicine alla luna sono "una prospettiva che potrà diventare concreta a partire dal 2019, anno in cui sarà pronto a partire un nuovo razzo in fase di realizzazione negli Stati Uniti". Quanto al suo ritorno in orbita, l'astronauta ha le idee chiare: "In questo momento è impegnato sulla stazione internazionale Paolo Nespoli e tra due anni toccherà di nuovo a Luca Parmitano. Ma spero in futuro, magari all'inizio del 2020, di avere una nuova occasione per tornare anch'io nello spazio".