Papa: non serve fare "la faccia da immaginetta" come gli ipocriti

Cronaca
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"Quando preghi, vai a farlo di nascosto - ha spiegato - quando digiuni, truccati un po', perché nessuno veda nella faccia la debolezza"

Papa Francesco torna a ammonire “quelli che si credono giusti per le apparenze”, quelli ad esempio, che nella Chiesa Cattolica sanno fare la “faccia di immaginetta”, come “se fossero santi”. Sono gli ipocriti, spiega il Pontefice. Dentro di loro “è tutto sporco”, ma esternamente vogliono “apparire” giusti e buoni, facendosi vedere quando digiunano, pregano o danno l'elemosina. Ma dentro il cuore non c'è nulla, “non c'è sostanza”, la loro “è una vita ipocrita”, la loro verità “è nulla”, è “la giustificazione dell'apparenza”. Sono come “bolle di sapone”.

Prega di nascosto, truccati quando digiuni

“Questi - ha detto il Papa nell'omelia di oggi alla Domus Santa Marta - truccano l'anima, vivono del trucco, la santità è un trucco per loro. Gesù sempre ci chiede di essere veritieri, ma veritieri dentro al cuore e che se qualcosa appare che appaia questa verità, quello che è dentro al cuore. Per questo quel consiglio: “quando tu preghi, vai a farlo di nascosto; quando tu digiuni, lì sì, truccati un po', perché nessuno veda nella faccia la debolezza del digiuno; e quando tu dai l'elemosina che la tua mano sinistra non sappia quello che fa la destra, fallo di nascosto”.

No all'ipocrisia e alla falsità

“Gesù ci chiede coerenza di vita, coerenza fra quello che facciamo e quello che viviamo dentro. La falsità fa tanto male, l'ipocrisia fa tanto male, è un modo di vivere. Nel Salmo abbiamo chiesto la grazia della verità davanti al Signore. E' bello quello che abbiamo chiesto: 'Signore, ti ho fatto conoscere il mio peccato, non l'ho nascosto, non ho coperto la mia colpa, non ho truccato la mia anima. Ho detto: “Confesserò al Signore le mie iniquità e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. La verità sempre davanti a Dio, sempre. E questa verità davanti a Dio è quella che fa spazio perché il Signore ci perdoni". L'ipocrisia - ha concluso Papa Francesco - diventa così una "abitudine": la via indicata da Francesco allora è quella di non accusare gli altri ma imparare “la saggezza di accusare se stessi”, senza coprire le nostre colpe davanti al Signore”.

 

 

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