Lampedusa quattro anni dopo il naufragio: il ricordo delle 368 vittime

Cronaca

Sull'isola, 200 studenti partecipano a dibattiti sull'immigrazione e incontrano i superstiti del disastro del 3 ottobre 2013. Il ministro Fedeli: "Modo migliore per rendere memoria seria a chi purtroppo ha perso la vita". Organizzata anche una marcia di commemorazione

Sono passati quattro anni dal 3 ottobre 2013, il giorno in cui un’imbarcazione su cui viaggiavano centinaia di migranti si rovesciò al largo di Lampedusa. Morirono 368 persone: uno dei peggiori naufragi mai avvenuti vicino alle coste italiane. Nel giorno del ricordo, alle commemorazioni partecipano il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, oltre che 200 studenti che sono ospiti dell’isola dal 30 settembre al 3 ottobre, nell’ambito del progetto del Miur "L’Europa inizia a Lampedusa".

Il coinvolgimento degli studenti

I giovani arrivano da 40 scuole, e non tutte italiane. Partecipano infatti anche 4 istituti stranieri che arrivano da Austria, Francia, Malta e Spagna. L’obiettivo: sensibilizzare i ragazzi e promuovere il dibattito sui temi delle migrazioni e dell’accoglienza. Gli studenti, nell’ultimo giorno, incontrano anche i superstiti del naufragio e le famiglie delle vittime. "È il modo migliore per rendere memoria seria a chi purtroppo ha perso la vita dentro al mare Mediterraneo", ha detto ai microfoni di Sky Tg24 il ministro Fedeli, a proposito dell’iniziativa.

Una marcia per ricordare le vittime del naufragio

Sull’isola, il 3 ottobre, si svolge anche una marcia per ricordare le vittime del naufragio. La manifestazione è iniziata con più di un’ora di ritardo per via della pioggia. Il percorso si snoda da piazza castello alla porta d’Europa. In marcia anche Grasso e Fedeli, oltre che il sindaco di Lampedusa, Totò Martello. Nel corso della giornata è prevista anche l’uscita in mare di alcune imbarcazioni che deporranno fiori e una ghirlanda sul luogo del naufragio. Il presidente del Senato, nel corso dell’evento, ha ricordato che la porta d’Europa è "il primo segnale che vedono coloro che si avvicinano con la speranza di un futuro migliore alle nostre coste. Fuggono da povertà, guerre, fame, mancanza di diritti. Quei diritti fondamentali che la nostra Costituzione riconosce".  

Unhcr: "Da 2013 oltre 15mila persone hanno perso vita in mare"            

Sull’isola, inoltre, è presente anche l'Unhcr (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per ricordare anche che dal 2013 altri 15.696 uomini, donne e bambini hanno perso la vita in mare in circostanze drammatiche.  Solo nel 2017, risultano morte e disperse nel Mediterraneo 2.655 persone.

Cosa è successo il 3 ottobre 2013

Il naufragio avvenne nelle prime ore di giovedì 3 ottobre 2013. Il barcone proveniva dalle coste della Libia e aveva a bordo migranti eritrei e somali. Un incendio scoppiato sull'imbarcazione avrebbe fatto agitare i passeggeri che si sarebbero spostati in massa da un lato, facendo così rovesciare la barca, a poche miglia dalla costa dell’Isola dei Conigli. L’allarme era stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. Nei giorni successivi si lavorò senza sosta al recupero dei cadaveri, ostacolato dal mare mosso. Solo dopo molto tempo il numero dei morti è stato fissato a 368, tra cui molte donne e anche molti bambini. Dopo il disastro, il 3 ottobre è stato scelto come la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, proprio per ricordare i fatti di Lampedusa.

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