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G7, tensioni a Torino durante proteste. Oggi nuove manifestazioni

3' di lettura

Cinque fermati, tra cui 3 giovani donne (poi rilasciate) e un minorenne, 2 agenti feriti in modo lieve, l’università occupata: questo il bilancio del venerdì di scontri nella città che ospita il summit. Nel pomeriggio nuovo raduno: obiettivo è Venaria, sede del vertice

Cinque persone fermate, tra cui tre giovani donne e un minorenne, due agenti feriti in modo lieve e l’università occupata. È questo il bilancio del venerdì di proteste, a Torino, contro il G7. Dopo gli scontri in mattinata con le forze dell’ordine al corteo degli studenti, in serata la tensione è risalita quando alcuni manifestanti hanno lanciato petardi e fuochi d’artificio contro la polizia. Le varie anime della protesta contro il summit, che si raccolgono intorno a ResetG7 (i centri sociali, gli studenti, i No Tav, gli anarchici del Fai e i disoccupati), si uniranno oggi in un corteo diretto a Venaria, sede dell'ultimo G7 della Innovation Week Italian. L'appuntamento è alle 15 in largo Toscana, ma durante la giornata non sono escluse iniziative non programmate (o "a sorpresa", come le hanno definite i manifestanti).

I fermati

Tra i fermati di ieri sera ci sono tre ragazze: sono state indagate per resistenza a pubblico ufficiale e poi rilasciate. Gli altri due ragazzi, tra cui un minorenne, sono stati fermati in mattinata: portati via dalla forze dell'ordine, e accompagnati negli uffici della questura, la posizione di entrambi è al vaglio degli inquirenti.

Gli scontri

I primi scontri si sono registrati venerdì mattina in corso Vittorio, all'angolo con via Carlo Alberto, con il corteo degli studenti che ha tentato di raggiungere piazza Carlina e l'albergo che ospita le delegazioni internazionali. La polizia in assetto antisommossa ha effettuato una carica di alleggerimento e fermato il giovanissimo. Il secondo è stato bloccato poco dopo in via Della Rocca. Tensioni anche in via Plana, un'altra delle vie che portano al centro storico, quando il corteo ha deviato su piazza Vittorio per poi raggiungere i corridoi di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'università occupata e trasformata nella “base delle iniziative di protesta”. In serata nuovi cortei: quello pacifico dei comitati per il diritto alla casa, in zona Barriera di Milano, e quello principale riformatosi a Palazzo Nuovo. Piazza Carlina, l'hotel dei “potenti”, era ancora una volta l'obiettivo dei manifestanti, che hanno bloccato il ponte della Gran Madre tra le proteste degli automobilisti. In via Montebello alcuni cassonetti dell'immondizia sono finiti in mezzo alla strada, uno incendiato. In via Po poco prima delle 23, quando sembrava che tutto filasse liscio, l'assalto più violento: fuochi d'artificio e grossi petardi sparati ad altezza d'uomo contro le forze dell'ordine, che hanno disperso i manifestanti nella centralissima piazza Castello (affollata anche per la Notte dei Ricercatori). Un poliziotto è rimasto ferito, in modo lieve, e si aggiunge a quello ferito durante le protesta in mattinata.

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