Giornali Gb: "Prosecco rovina il sorriso". Ministro Martina: fake news

Cronaca
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Alcuni giornali britannici tra cui "Daily Mail" e "The Guardian", nei giorni scorsi hanno attaccato il vino italiano suscitando diverse reazioni nel nostro Paese

La stampa britannica, nei giorni scorsi, ha attaccato il Prosecco, uno dei vini bianchi italiani più famosi, facendo leva sul parere di esperti e sostenendo che la sua elevata acidità farebbe male ai denti. Numerose le reazioni dal Belpaese. Tra gli altri, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, così come il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina hanno bollato la notizia come "fake news", mentre la Coldiretti ha sottolineato come con la Brexit si rafforzi lo spirito protezionistico della Gran Bretagna.

L'attacco dei giornali inglesi

Nei giorni scorsi alcuni giornali britannici, tra cui "Daily Mail" e "Guardian", hanno riportato pareri di esperti secondo i quali il Prosecco, a causa della sua elevata acidità, farebbe male ai denti. Tra le persone sentite dal Mail online c'è il professor Damien Walmsley, consulente scientifico della British Dental Association, il quale ha puntato il dito contro il vino bianco italiano sostenendo che la presenza di anidride carbonica, oltre agli zuccheri e all'alcol, potrebbe mettere a rischio i denti, aumentandone sensibilità e corrosione. The Guardian, invece, che ha raccontato come il vino frizzante sia da tempo molto diffuso nel Regno Unito, dove se ne bevono 40 milioni di litri ogni anno, ha elencato le ragioni per "evitare il Prosecco", partendo proprio dalla necessità di preservare il proprio sorriso.

 

Zaia e Martina: "Fake news"

Non si sono fatte attendere le reazioni in Italia. Ad esempio quella del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il quale ha bollato la notizia come fake news. "Peraltro – ha spiegato Zaia – gli amici inglesi sanno benissimo che dove c'è Prosecco c'è un sorriso, tanto bene che lo celebrano, e lo consumano, ogni giorno di più". Secondo il presidente del Veneto, il Prosecco "non ha bisogno di difendersi da simili panzane. Con la Docg di Conegliano-Valdobbiadene, il Veneto esprime il massimo della qualità possibile e il resto lo fanno il mezzo miliardo di bottiglie prodotte e il fatto che oramai da tempo guardiamo lo Champagne dallo specchietto retrovisore". Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, invece, ha affidato la propria risposta ad un tweet in inglese. "Caro Guardian, dì la verità: il prosecco fa sorridere anche gli inglesi! Stop fake news grazie".

La denuncia di Coldiretti

Anche Coldiretti è entrata nel merito della questione, sostenendo che con la Brexit si sia rafforzato lo spirito protezionista della Gran Bretagna. L'associazione italiana ha denunciato "la bufala del quotidiano britannico sui rischi estetici alla dentatura da un consumo eccessivo delle prestigiose bollicine Made in Italy, insieme ad altri sei bizzarri motivi conditi dall'humor tipicamente inglese". Peraltro, ci sarebbero proprio ricerche scientifiche inglesi che hanno sottolineato i benefici del vino bianco italiano. In uno studio dell'Università di Reading, ad esempio, è emerso come l'uva utilizzata per produrre vini come il Prosecco sia ricca di polifenoli, antiossidanti naturali che ridurrebbero l'ipertensione e proteggerebbero il sismeta cardiovascolare. Non solo, queste sostanze avrebbero effetti benefici anche sulla memoria.

Il record del Prosecco in Gb

Inoltre, proprio i britannici sono tra quelli che apprezzano maggiormente il Prosecco, vantando un record di 40 milioni di litri bevuti solo l'anno scorso. "Anziché prendersela con le bevande zuccherate e gassate più diffuse – denuncia Coldiretti – si attacca strumentalmente un prodotto naturale. Un tentativo maldestro per screditare il Prosecco dopo che la Gran Bretagna è diventata nel 2016 il primo mercato mondiale di sbocco dello spumante italiano con le bottiglie esportate che hanno fatto registrare un aumento record del 33% per un valore di 366 milioni di euro, mai registrato prima". Nei primi cinque mesi del 2017 le esportazioni di Prosecco nel Regno Unito sono aumentate del 12%, a fronte di una media dei prodotti agroalimentari italiani che è rimasta praticamente stabile.

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