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Stupri a Rimini, procuratore: abbiamo una pista, verso soluzione

3' di lettura

Prosegue la caccia alle persone che, nella notte tra venerdì e sabato, hanno violentato in spiaggia una giovante turista polacca, picchiato un suo amico e abusato di una prostituta trans nella zona della Statale a Miramare. Sarebbero under 30

Proseguono serrate, a Rimini, le indagini per individuare i quattro uomini che, nella notte tra venerdì e sabato, hanno violentato sulla spiaggia al bagno 130 una giovante turista polacca, picchiato un suo amico e poi stuprato una prostituta transessuale nella zona della Statale a Miramare. "Abbiamo una pista, sono fiducioso, la polizia sta lavorando bene, credo si possa arrivare ad una soluzione in tempi brevi", ha dichiarato il capo della Procura di Rimini, Paolo Giovagnoli.

 

Elaborati gli identikit

Dagli identikit elaborati, gli aggressori potrebbero avere meno di 30 anni. Sicuramente, dicono gli investigatori, conoscono le strade riminesi e qualcuno di loro potrebbe essere una vecchia conoscenza della polizia. Almeno un paio sarebbero degli spacciatori. La squadra mobile della Questura, nella notte, ha setacciato il lungomare di Miramare, i locali notturni, le colonie abbandonate e le vie traverse della Statale. 

Le ipotesi della polizia

L'ipotesi più accreditata è quella che almeno un paio degli aggressori facciano base in Romagna, forse spacciando. Si ipotizza, poi, che il fatto che si siano spostati dal lungomare fino alla Statale a piedi, per violentare la transessuale, sia stato perché stavano tornando verso l'alloggio che occasionalmente occuperebbero. Non si esclude alcuna pista ma, secondo la polizia, potrebbe trattarsi di nordafricani che sarebbero stati ospitati in Riviera solo per l'estate, dove si sarebbero mantenuti spacciando.

Il racconto dei due ragazzi polacchi

Intanto i due giovani polacchi, ancora ricoverati, sono stati riascoltati dagli investigatori. Secondo quanto emerso, i ragazzi avrebbero sentito i quattro aggressori parlare in un inglese stentato, prima per offrire loro da bere e una sigaretta e poi per chiedere soldi. Al rifiuto della coppia, appena rientrata da una gita a Firenze e che all'indomani sarebbe ripartita per la Polonia, lui è stato picchiato, lei violentata a turno su un moscone e poi spinta verso la battigia e in acqua. Quando la turista polacca si è ripresa, si è trascinata carponi fino alla passerella pedonale, dove ha visto l'amico a terra insanguinato e ha iniziato ad urlare riuscendo a farsi sentire da una prostituta in strada che ha dato l'allarme.

Rimini si costituirà parte civile

“Vi prego, aiutateci a tornare a casa”, hanno chiesto i due ragazzi ricoverati all'Ospedale Infermi, dove hanno ricevuto la visita del console polacco. Diverse strutture alberghiere si sono offerte di ospitare i loro parenti. “La comunità riminese si stringe attorno alle vittime – ha commentato il sindaco Andrea Gnassi –. Il Comune ha già attivato tutte le misure di aiuto e supporto, da quello medico sanitario a quello psicologico, agevolando anche il collegamento con le famiglie per i due ragazzi polacchi”. Il sindaco ha anche annunciato che la comunità riminese si costituirà parte civile “allorché comincerà il processo nei confronti dei pazzi criminali responsabili di tutto questo. Siamo sicuri che non ci sarà da aspettare molto”.

Aggredita anche coppia di Varese

Prima di violentare la turista polacca, aggredire e rapinare l'amico e violentare una prostituta transessuale, il branco dei quattro aveva aggredito in strada a Miramare una coppia di turisti di Varese. Forse gli stessi quattro la notte del 12 agosto scorso in via Vienna a Miramare hanno avvicinato la coppia, lei 30 anni, lui 32, minacciandola con il collo di una bottiglia rotta e si sono fatti consegnare il portafogli. Poi hanno tentato a vuoto di inseguire lei.

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