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Ragazza uccisa a Olbia: il fidanzato confessa

Cronaca

Il giovane trentenne era l'unico indagato per l'omicidio di Erika Preti avvenuto il 12 giugno a San Teodoro

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Dimitri Fricano, 30 anni di Biella, ha confessato l'omicidio della fidanzata Erika Preti, 28 anni, avvenuto il 12 giugno scorso a San Teodoro, nel nord Sardegna, dove la coppia si trovava in vacanza. Il giovane era l'unico indagato per omicidio volontario. La ragazza era stata uccisa a coltellate, il fidanzato, rimasto anche lui ferito, aveva sempre detto agli inquirenti che i due avevano subito una rapina in casa finita nel sangue. 

L'omicidio al culmine di una lite

I suoi avvocati difensori hanno confermato che Dimitri Fricano nella serata di sabato 22 giugno si è presentato prima nello studio dei legali Alessandra Guarini e Roberto Onida e poi ha confessato davanti al procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, di essere stato lui a uccidere la fidanzata Erika Preti, 28 anni, con due coltellate alla gola. Il giovane - che ora è in stato di fermo a Biella e sul cui arresto dovrà decidere la Procura di Nuoro - avrebbe raccontato di aver ucciso Erika al culmine di una violenta lite. 

Il movente 

“Mi aveva rimproverato perché il tavolo era sporco. C'erano troppe briciole. Allora abbiamo iniziato a insultarci e non ci ho più visto". E' quanto ha detto Dimitri Fricano, il trentenne biellese che ha confessato di avere ucciso a coltellate la fidanzata Erika Preti durante una vacanza in Sardegna. Nella sua ricostruzione ha raccontato che "mentre litigavamo, lei mi ha colpito alla testa con un fermacarte in pietra". La ferita riportata alla testa lo aveva portato ad affermare in un primo momento che erano stati vittima di un tentativo di rapina.

Legale: “Obiettivo verità per rispetto Erika”

"In accordo con i genitori di Dimitri - ha detto l'avvocato Alessandra Guardini che ieri sera ha accompagnato in procura a Biella il reo confesso, dopo una videoconferenza con il legale sardo, Roberto Onida - il nostro obiettivo è sempre stato quello di arrivare alla verità, qualunque potesse essere. Questo anche nel rispetto di Erika e della sua famiglia, che non dovrà attendere per avere giustizia".