Associazione per delinquere, arrestato il sindaco di Trani

Cronaca

Il primo cittadino finisce ai domiciliari. I destinatari della misura sono in tutto sei, ritenuti responsabili, tra l'altro, di concussione e corruzione. Avrebbero creato un sistema illecito per truccare gli appalti

Sei arresti al Comune di Trani per l'appalto della vigilanza degli immobili pubblici. Si tratta del sindaco Luigi Riserbato - ai domiciliari - e di altre cinque persone; quasi tutti amministratori comunali in carica o in passato ed un funzionario. In carcere sono finiti l'ex vicesindaco Giuseppe Di Marzio, il consigliere comunale Nicola Damascelli e l'ex consigliere Maurizio Musci nonché l'ex amministratore unico dell'Amiu  (Azienda Municipalizzata Igiene Urbana), Antonello Ruggiero.
Questi - secondo l'accusa - avrebbero creato un sistema illecito finalizzato alla turbativa d'asta sull'appalto milionario e un giro di mazzette. Oltre ai sei arrestati risultano indagate a piede libero altre sette persone.

Concussione e corruzione - L'ordinanza del gip di Trani, Francesco Messina, contesta loro le accuse - a vario titolo - di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Altre sette persone sono indagate a piede libero.

Appalto da oltre due milioni di euro  - Le indagini sono state avviate nel settembre 2013, all'indomani di un incendio doloso ai danni di un capannone industriale di una ditta di infissi della famiglia Damascelli. La polizia appurò l'esistenza di un legame fra il rogo e la procedura di aggiudicazione dell'appalto da oltre due milioni di euro bandito dal Comune di Trani per la vigilanza degli immobili comunali e aggiudicato alla Sicurcenter di Palermo.

Intimidazioni e ritorsioni - Secondo il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, il sistema di illegalità ha pervaso "la vita politica della amministrazione cittadina". Venivano imposte assunzioni - ha spiegato il magistrato - presso società operanti per il Comune in base a logiche clientelari di scambio o asservimento ad una specifica parte politica, dietro la minaccia di ritorsioni; veniva sollecitato il pagamento di tangenti in cambio di aggiudicazioni; la dialettica politica era governata da intimidazioni e ritorsioni, minacce di licenziamenti; le gare dei pubblici appalti erano pilotate.

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