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Molestie su minori, ex fonico dei Modà tenta il suicidio

1' di lettura

Paolo Bovi, ai domiciliari dal mese di gennaio, ha manomesso il braccialetto elettronico e ha tentato di togliersi la vita nei pressi della sala di registrazione dove provava col gruppo. Salvato dai carabinieri è stato condotto a San Vittore

Ha manomesso il braccialetto elettronico di sorveglianza che portava dal gennaio scorso, quando era stato messo ai domiciliari, poi ha guidato la sua Smart poco distante da casa, e lì ha provato a uccidersi con il gas di scarico dell'auto. Paolo Bovi, ex fonico e tastierista dei 'Modà' accusato di pedofilia, ha tentato il suicidio attorno alle 4 del mattino di domenica 23 marzo.

Tenta il suicidio, salvato dal carabinieri - Il braccialetto, appena manomesso, ha inviato un segnale alla caserma dei carabinieri: i militari di Cassano d'Adda si sono precipitati nell'appartamento dell'uomo a Cernusco sul Naviglio, l'hanno trovato vuoto, e hanno rintracciato Bovi poco distante.
L'ex fonico, in evidente stato di alterazione a causa dell'alcol, per compiere il gesto aveva scelto di andare nella zona dove si trova lo studio di registrazione che in cui era nata la sua band.

Molestie su minori - Bovi, 40 anni, tra i fondatori dei Modà, era stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale ai danni di ragazzini tra i 13 e i 16 anni, tutti episodi maturati nel 2011 nell'ambiente dell'oratorio presto il quale l'uomo rivestiva la funzione di educatore. A gennaio il gip aveva accolto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa, ma dopo la manomissione del braccialetto e il tentato suicidio Bovi è stato condotto a San Vittore.

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