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Incidenti in montagna, sei morti sul Gran Zebrù

1' di lettura

Due tragedie sulla seconda vetta più alta del gruppo dell'Ortles, che si trova sul confine tra Alto Adige e Lombardia. La prima cordata era partita dal rifugio Pizzini, la seconda dal rifugio Casati

Sei vittime in due cordate separate. Una al mattino e una al pomeriggio. Giornata tragica sul Gran Zebrù in Alto Adige. Il primo incidente è avvenuto intorno all 8.30: tre aplinisti sono precipitati dalla parete Ovest a circa 3.500 metri di altitudine, a soli 350 metri dalla vetta. Facevano parte di una comitiva arrivata da Santa Caterina Valfurva, e che aveva in precedenza fatto sosta al Rifugio Pizzini. La seconda cordata, invece, era partita dal rifugio Casati. L'incidente si è verificato verso le 14.30 sull parete Nord.
In entrambi i casi sono intervenuti, oltre ai carabinieri, anche gli uomini del Soccorso alpino di Solda che hanno potuto solo recuperare i corpi senza vita delle vittime.

Identificate le sei vittime - Nel primo incidente, hanno perso la vita Daniele Andorno, 45 anni di Novara, Michele Callestranie, 43 anni di Parma, e Matteo Miari
di 22 anch'egli di Parma. Nell'incidente del pomeriggio sono morti i due fratelli vipitenesi Jan e Matthias Holzmann e un loro amico di Magré nell'Oltradige, l'unico del quale per il momento non sono state ancora rese note le generalità.

Gran Zebrù, la muraglia di ghiaccio nel cuore delle Alpi - Il Gran Zebrù si trova nel gruppo dell'Ortles-Cevedale, di cui con i suoi 3.859 metri, è la seconda vetta per altezza dopo l'Ortles. E' considerata una della più belle muraglie di ghiaccio delle Alpi. La prima ascensione della "Cima del Re" (ovvero "Koenigsspitze" in tedesco) risale al 3 agosto 1864.
Quella di domenica 23 giugno è la seconda giornata più tragica di sempre sul Gran Zebrù, (3.851 metri). Il 5 agosto del 1997 furono sette le persone a perdere la vita in poche ore. Dopo l'incidente che costò la vita a tre vigili del fuoco e a un loro amico, tutti residenti a Reggio Emilia, una guida alpina della Val Venosta era precipitata assieme a due clienti tedesche. La stessa guida aveva fatto scattare i soccorsi per il primo indicente.

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