Ilva, a Taranto tasso di mortalità aumentato del 10%

Cronaca

Secondo una ricerca dell'Istituto superiore della Sanità nel periodo dal 2003 al 2008 si è registrato un aumento di tumori e malattie respiratorie. Clini annuncia che il ministero dell'Ambiente si costituirà parte civile. I custodi: “Spegnere impianti”

Nel periodo che va dal 2003 al 2008 a Taranto il tasso di mortalità è aumentato del 10%. Sarebbe questo solo uno dei dati diffusi dallo studio "Sentieri" dell'Istituto superiore di Sanità. Dal ministero della Sanità, però, avvertono che la ricerca è ancora in fase di elaborazione e deve passare il vaglio della comunità scientifica.
Intanto via Twitter Corrado Clini ha annunciato che "il ministero dell'Ambiente si costituirà parte civile nel processo mirato a individuare responsabilità per l'inquinamento di Taranto". Lo stesso ministro ha però poi precisato, nel corso di un incontro con alcuni giornalisti, che i dati del progetto sono "ipotesi che hanno bisogno di verifica; ci sono margini di incertezza sul rapporto causa-effetto della mortalità per tumori della popolazione di Taranto".
Intanto, nella serata di lunedì 17 settembre, i custodi giudiziari degli impianti dell'Ilva hanno notificato all'azienda una direttiva con la quale ordinano di rifare completamente sei batterie delle cokerie degli altiforni, spegnere 6 torri e 2 altoforni, fermare l'acciaieria 1, adeguare l'acciaieria 2, e il rifacimento del reparto Gestione materiali ferrosi (Grf).

Studio conferma analisi precedenti - Il trend dello studio confermerebbe dunque le precedenti analisi, relative al periodo 1995-2002, che parlavano di un aumento di mortalità generale e per tumori che oscilla tra il 10 e il 15 per cento, e del 30% in particolare per il tumore al polmone sia in uomini che per donne, oltre a un +50 per cento di decessi per malattie respiratorie acute.

Nesso sospetto ma non accertato - I dati riconoscono inoltre un nesso sospetto ma non accertato di causalità con le emissioni degli stabilimenti di Taranto. La ricerca fa parte del progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (circa 60 in Italia) misurando l'impatto sulla salute di quelli contaminati come appunto l'area di Taranto. Dalla relazione, secondo quanto si apprende, l'eccesso di mortalità sarebbe vicino a quello rilevato dal precedente riferito agli anni 1995-2002.

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