L'Italia brucia. Incendi, muore un operaio in Irpinia

Cronaca
Vigili del fuoco, archivio

In provincia di Avellino un uomo è deceduto per soffocamento mentre cercava di spegnere un rogo. La Campania è la regione più colpita dalle fiamme. Seguono Toscana, Lazio e Basilicata. LE PREVISIONI METEO

Non c'è tregua agli incendi in Italia, complici il gran caldo e la siccità, ma anche la mano criminale dei piromani. E lunedì 20 agosto l'opera di spegnimento fa una vittima, un operaio morto soffocato nell'avellinese. Michele Ciglione, questo il suo nome, aveva 57 anni.
Il 19 agosto, secondo i dati del Corpo forestale dello Stato, sono stati 155 gli incendi boschivi divampati in tutto il Paese, ma al numero di emergenza ambientale 1515 sono arrivate ben 747 segnalazioni. La Campania, dove domenica 19 sono scoppiati 60 incendi, risulta la regione più colpita dalle fiamme; seguono la Toscana con 19, il Lazio con 18, la Calabria con 13, Basilicata e Umbria con 8. Lunedì di intenso lavoro per elicotteri e canadair della Protezione civile, che sono intervenuti per spegnere una trentina di roghi. Ma gli incendi sono stati molti di più: nel solo Lazio ne sono scoppiati una quarantina.

Muore un operaio - L'operaio morto mentre cercava di spegnere uno dei tanti roghi che attaccano i boschi italiani in questi giorni lavorava per la Sma Campania, società mista regionale per i servizi antincendio. Michele Ciglione, originario di Quarto (Napoli), si è trovato intrappolato a fronteggiare le fiamme che, complice il vento, lo hanno attaccato soffocandolo. Disperso per ore, e caduto in burrone in un castagneto ai confini tra Lauro (Avellino) e Palma Campania (Napoli), l'uomo è stato ritrovato solo dopo qualche ora dai colleghi ormai sfinito e in fin di vita. Tutti i tentativi di rianimarlo non hanno avuto successo. Ferito anche il collega della Forestale che era con lui: Alberto Campanella, intrappolato nelle fiamme come Ciglione, è riuscito a divincolarsi prima di avere la peggio. Ha riportato ustioni di primo e secondo grado agli arti, ma le sue condizioni di salute, verificate all'ospedale di Nola, non destano particolari preoccupazioni.
Sono in corso indagini per  accertare le cause dell'incendio.

Castiglione non è la prima vittima - Non è il primo tributo di vite che gli uomini impegnati nell'opera di spegnimento degli incendi pagano nel corso di questa calda estate. Lo scorso 4 agosto un forestale di 42 anni del servizio antincendio, Francesco Pizzuto, è morto mentre, insieme a una squadra di colleghi, stava partecipando alle operazioni di spegnimento di un rogo divampato a Castronovo di Sicilia (Palermo). Anche allora fu decisiva una fatalità: l'incendio era stato spento quando il forestale tornò indietro a prendere un manicotto dimenticato. Il rogo, probabilmente per il caldo torrido e lo scirocco, riprese ad ardere e la vittima, colta di sorpresa, non riuscì a salvarsi.





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