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Costa Concordia, la ricostruzione del naufragio

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L'impatto con gli scogli davanti all'isola del Giglio, la ricerca dei dispersi, il bilancio delle vittime che continua a salire. Sullo sfondo, la paura di un disastro ambientale. Jet Lag, lo speciale di SkyTG24, rievoca la dinamica della collisione. VIDEO

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LA CONFERENZA STAMPA
: Costa Crociere: "Un errore umano"

LE TELEFONATE - "Schettino, salga a bordo": l'audio della telefonata - La Costa Concordia alla capitaneria: "Abbiamo un black out"

"E' stato un incubo, sembrava di essere sul Titanic. Abbiamo veramente creduto di morire", racconta chi è sopravvissuto.
Sono le 21.40 di venerdì 13 gennaio quando la Costa Concordia si schianta contro uno scoglio a 300 metri dall'isola del Giglio per poi piegarsi su un fianco: naufragio in piena regola.
La Concordia era partita l'11 gennaio da Cagliari e il giorno dopo aveva fatto tappa a Civitavecchia: 1.500 cabine per ospitare fino a 3.800 persone con un unico obiettivo per i turisti. Divertirsi.
A bordo, la sera dell'impatto, c'erano 3.216 passeggeri e 1.013 membri di equipaggio. 4.229 persone di 62 nazionalità, una babele di lingue e religioni. La meta era Savona, terza tappa di un viaggio di otto giorni nel Mediterraneo, che d'inverno costa meno ma è bello e caldo comunque quando vieni dal Kazakistan o dalla Polonia. Poi sarebbe toccato a Marsiglia e al suo Pastis, Barcellona e Palma de Maiorca come assaggio di Spagna. E poi di nuovo in Italia.

Il viaggio della Costa Concordia, capitanata dal comandante Francesco Schettino, su cui pesano le accuse di omicidio colposo plurimo e abbandono della nave, si è invece concluso con il dramma di passeggeri costretti a mettersi in salvo in piena notte (LE VOCI DEI SOPRAVVISSUTI). E poi morti e dispersi. Il pericolo di inquinamento ambientale. E, non da ultimo, le polemiche sui soccorsi e le critiche al comportamento del capitano.

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