Garlasco, la difesa di Stasi: E' innocente, assolvetelo

Cronaca

Nell'arringa i legali di Alberto, accusato dell'omicidio di Chiara, si sono soffermati sui punti più controversi delle indagini: la presenza di Dna della vittima sui pedali della bici prestata al giovane e un'impronta del ragazzo sul dipenser del bagno

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Si è conclusa con la richiesta di confermare l'assoluzione già pronunciata in primo grado l'arringa del pool di difensori di Alberto Stasi, gli avvocati Giuseppe e Giulio Colli e il professor Angelo Giarda.
Nella seconda giornata, le difese dell'ex studente bocconiano accusato di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco, si sono soffermate su alcuni dei punti più controversi delle indagini: la presenza di Dna di Chiara sui pedali della bicicletta sequestrata ad Alberto e la presenza di un'impronta del giovane sul dispenser del sapone nel bagno di casa Poggi.
Due elementi che, secondo la procura generale, andrebbero valutati a carico di Stasi, ma che, per la difesa, non hanno alcuna rilevanza. Il Dna di Chiara sui pedali "non è sangue e non è inoltre databile", hanno sostenuto i legali di Stasi ed è comunque compatibile con la frequentazione assidua tra i due ragazzi. Così come l'impronta di Alberto sul dispenser si può spiegare con il fatto che Alberto frequentava abitualmente l'abitazione di Chiara.

La difesa ha inoltre contestato la richiesta di rinnovazione del dibattimento attraverso nuovi accertamenti anche scientifici presentata dalla procura generale, rappresentata da Laura Barbaini. Citando diverse sentenze, il professo Giarda ha fatto notare che la riapertura del dibattimento può essere chiesta solo quando possa far emergere elementi fondamentali in grado di modificare il quadro a favore dell'imputato, ma non a suo svantaggio. Inoltre, eventuali nuove attività di investigazione dovevano essere
domandate alla procura di Vigevano, e non in sede di appello.
Durante l'arringa, i legali hanno mostrato alcune slide fra le quali hanno sottolineato quelle che ritengono le contraddizioni dell'accusa dal momento in cui sono partite le indagini al secondo grado di giudizio.
La difesa ha deposito una memoria di 530 pagine in cui spiega le ragioni per cui Stasi va assolto.

Nella prossima udienza del 6 dicembre l'accusa e la parte civile potranno replicare, poi i giudici della seconda Corte d'assise d'Appello si riuniranno in camera di consiglio per decidere il verdetto: sentenza (di condanna o di assoluzione) oppure rinnovazione del dibattimento.

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