Alemanno: abbattere Tor Bella Monaca

Cronaca
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Tra "Gomorra romana" e "Torbella pride": la dichiarazione choc del sindaco di Roma su uno dei quartieri più degradati della capitale scatena la polemica. VIDEO VIAGGIO nella borgata tra cemento, criminalità, parkour e insospettabili fan di TBM

di Cristina Bassi

"Tor Bella Monaca andrebbe demolita e rifatta quasi totalmente. A Roma ci sono aree che sono state costruite con meccanismo di prefabbricazione, con il risultato che oggi piove dentro alle case e i prefabbricati non tengono più. Se abbiamo terreni e aree per poter costruire a fianco a Tor Bella Monaca un’altra area, sarà sicuramente una decisione che non incontrerà critiche degli abitanti". Dal palco di Cortina Incontra, dove si parla di "Estetica della città" Gianni Alemanno dichiara guerra alle periferie degradate e condanna la borgata a Est della capitale alla demolizione. Scatenando la polemica.

Il "Torbella pride" è su Facebook da molto prima che il sindaco lo chiamasse in causa. In un gruppo di fan del quartiere, che ha oltre 4.800 adesioni, i commenti alle parole di Alemanno giurano che Tor Bella Monaca è più vivibile di quanto dicano i giornali. Ma ci sono soprattutto le dichiarazioni d’amore per "Tbm": "Sono fiero e orgoglioso", "Tbm tutta la vita", "Er meyo de tutti". La borgata più malfamata di Roma, fatta di palazzoni uno in fila all’altro, ricorda tanti altri quartieri popolari. Le Vele di Scampia, la Quarto Oggiaro milanese, il Pilastro di Bologna non sono poi così lontani. Sul lato nord della Casilina le prime baracche sono spuntate tra gli anni Venti e Trenta del Novecento intorno alla fabbrica della Breda, con l’immigrazione dalla provincia e dal Sud. Oltre che con il trasferimento in periferia di molti romani dopo gli sventramenti del centro storico.

Nel 1934 l’insediamento viene riconosciuto ufficialmente e il piano regolatore del 1962 dichiara il quartiere "zona di espansione". Alcune delle aree soggette a tutela ambientale vengono edificate abusivamente e regolarizzate dal Comune con una variante urbanistica del 1978. La borgata è il risultato dei piani di edilizia popolare degli anni Ottanta, la mancanza di servizi e opere pubbliche ha portato con sé il degrado. Una grossa fetta di abitanti di Tor Bella Monaca oggi è costituita da immigrati.

Le forze dell’ordine definiscono il quartiere "ad alta criminalità". I dati dei carabinieri relativi al 2008 parlano di 3 mila reati denunciati e 400 arresti, in particolare per spaccio di cocaina, furti e rapine. Il 70 per cento dei fermati erano cittadini stranieri. La prostituzione è nelle mani degli immigrati romeni, mentre i pregiudicati italiani che vivono nella borgata, spesso latitanti appartenenti a clan mafiosi, controllano il traffico di droga. Le estorsioni sono invece una quasi esclusiva delle bande giovanili, composte da ragazzi anche minorenni che taglieggiano i coetanei e aggrediscono i rivali. Negli ultimi anni si sono diffusi anche episodi di pestaggi a sfondo razzista, come il caso della baby gang di minorenni che nell’ottobre 2008 ha rotto il naso a pugni a un cittadino cinese che aspettava l’autobus. Gli abitanti denunciano infine i negozi abusivi che vendono merce contraffatta e gli appartamenti affittati ai clandestini.

L’operazione delle forze dell’ordine dello scorso ottobre ha fatto emergere uno scenario da "Gomorra romana". I carabinieri hanno abbattuto decine di cancellate e muri eretti dai pusher per evitare i controlli. Le barriere, con videocitofoni e telecamere, avevano trasformato cortili e garage in zone franche, inaccessibili alla polizia.

Ecco una selezione dei video che racconta i mille volti del quartiere

Anche un servizio di Ballarò ha documentato la situazione critica di questa e altre zone romane:



Ecco perché i residenti si sono ribellati nel marzo scorso alla chiusura del commissariato di polizia del quartiere e hanno denunciato rapporto sul territorio di "un poliziotto ogni 2 mila abitanti":



Tor Bella Monaca è grande quanto una piccola città e ha circa 240 mila abitanti. Le storie che raccontano sono da romanzo, non sempre criminale. Ci sono i “ladri volanti”:



E ci sono i ragazzini che non trovano miglior intratteimento del parkour tra i palazzoni:



I poliziotto di frontiera si disperano per l’ennesimo delitto senza senso: un’ottantenne infuriata perché alcuni ragazzini lanciano uova contro la sua serranda, uccide a coltellate una vicina di 24 anni che aveva cercato di calmarla. Storie di quotdianità  e degrado in cui entrano il biologo 28enne che sta dalla parte dei ragazzi di strada, fino alle mamme single che fanno di tutto perché i loro figli non lascino la scuola. Sono tutti rigorosamente "made in Torbella" e hanno tante lamentele e desideri. Ma non c’è nessuno che reclami "Un’altra area".

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