Bertolaso: sono vittima dell'invidia

Cronaca
Guido Bertolaso - Foto Ap
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Nelle intercettazioni si parla di "festa megagalattica" per Guido. Il capo della protezione civile si difende: gli incontri erano solo per fare fisioterapia, "nel mio mestiere il rischio è acquistare visibilità, popolarità e invidie"

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Per Bertolaso una festa megagalattica: l'intercettazione. L'inchiesta appalti nelle grandi opere: Donne, appalti, soldi; guarda la rassegna stampa.  Leggi anche: Se l'ordinaria emergenza permette di aggirare la legge

Qualcuno può averlo "tradito", anche se al momento non ha "elementi per sostenerlo". In ogni caso resterà al suo posto "anche per dimostrare  - dice - che non ho tradito la fiducia di chicchessia". Così il capo della  Protezione Civile, Guido Bertolaso, parla della vicenda  giudiziaria che lo ha coinvolto in una intervista al Corriere della Sera. Il punto "imbarazzante", che gli dà "piu' fastidio" è quello delle donne: Francesca, ribadisce, "è una  fisioterapista molto brava, per bene e molto seria, cui ricorrevo per combattere lo stress e il mal di schiena di cui soffro spesso". E' "perfino umiliante" poi, pensare che uno come lui che ha gestito "lavori per centinaia di milioni" si possa "imbonire, o addirittura comprare con 10mila euro".


Bertolaso spera di poter essere interrogato "già la settimana prossima" e chiarire tutto. "Nel mestiere che faccio - dice ipotizzando il perché sia finito con un avviso di garanzia per corruzione - ci sono due rischi: da un lato  commettere errori e incappare in qualche illecito. Dall'altro acquistare visibilità, popolarità e invidie". Grande fiducia, comunque, "nella magistratura di Firenze come in quella di  Napoli": gli attacchi del premier alla magistratura, aggiunge, arrivano "per la stima che ha per me" e perché parla come "uno che ha molti procedimenti penali pendenti: che abbia una certa animosità nei confronti dei magistrati è comprensibile".

Quanto all'imprenditore Diego Anemone, Bertolaso dice di averlo visto "tre o quattro volte", ma non può essere  "motivo di scandalo, quando avviene nella trasparenza che ho  sempre rispettato". "Io - conclude - non ho dato gli appalti e non li ho  seguiti direttamente ne' personalmente. Ha gestito tutto Angelo  Balducci. Con lui ho lavorato per anni e non ho mai avuto  ragione di dubitare, se ha delle responsabilita' saranno i  magistrati ad accertarle".



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