Ru486: Per Sacconi solo in caso di ricovero ospedaliero
CronacaIl ministro del welfare risponde all'Aifa e limita l'uso della cosidetta pillola abortiva, Tutto il processo dovrà essere sorvegliato da personale medico
Il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha inviato oggi all'Aifa il parere richiesto al governo sull'uso della pillola abortia. Della Ru486 viene indicato l'uso in ospedale e si chiede un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, per ridurre al minimo le reazioni avverse (effetti collaterali, emorragie, infezioni ed eventi fatali) e per disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge. Il parere era stato richiesto dalla commissione Sanità del Senato al termine dell'indagine sull'arrivo della pillola in Italia.
Nel documento si legge che "il Consiglio di Amministrazione dell'Aifa valuti se sia necessario riconsiderare la delibera adottata al fine di garantire modalità certe di somministrazione del farmaco in questione onde evitare ogni possibile contrasto con la legge n.194 del 1978. Secondo il ministro inoltre, "la specialità Mifegyne, nota anche come pillola Ru486" puo' "essere utilizzata per usoabortivo, in compatibilit? con la legge 194, solo se l'intera procedura abortiva, e fino all'accertamento dell'avvenuta espulsione dell'embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall'art. 8 della suddetta legge".
"Ritengo anche necessaria - osserva Sacconi - una specifica sorveglianza da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo, in particolare relativi alla eventuale richiesta di dimissioni anticipate della paziente. Considero inoltre necessario un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, sia al fine di ridurre al minimo le reazioni avverse (effetti collaterali, emorragie, infezioni ed eventi fatali) sia per disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge".
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"Ritengo anche necessaria - osserva Sacconi - una specifica sorveglianza da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo, in particolare relativi alla eventuale richiesta di dimissioni anticipate della paziente. Considero inoltre necessario un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, sia al fine di ridurre al minimo le reazioni avverse (effetti collaterali, emorragie, infezioni ed eventi fatali) sia per disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge".
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