Attentato Milano, 2 fermi. Trovati 100 kg di esplosivo

Cronaca
IMG_TERRORISMO_548x345

Le persone fermate sono un connazionale del libico che si è fatto esplodere davanti alla caserma Santa Barbara di via Perrucchetti e un egiziano

Un cittadino libico e uno egiziano sono stati fermati questa notte dalla Polizia perché ritenuti in qualche modo coinvolti nell'attentato eseguito ieri alla caserma Santa Barbara di Milano da Mohamed Game, di cui sono conoscenti e con cui erano in contatto.

L'attentatore e i due presunti complici arrestati nella notte, sarebbero stati trovati in possesso di nitrato d'ammonio, un composto chimico utilizzato come fertilizzante ma anche per produrre l'ammonal e l'anfo, due eplosivi. La sostanza era contenuta in diversi sacchi per un peso totale di circa 100 chilogrammi. E' questo quanto emerge nelle concitate ore di indagini seguite all'attentato messo in atto da Game contro una caserma dell'Esercito a Milano. Proprio la ricerca di persone che abbiano potuto facilitare l'acquisto della sostanza esplosiva ha portato al fermo, nella notte, di un egiziano che vive nello stesso complesso di case popolari in via Civitali dove viveva l'aspirante kamikaze. A finire in manette è stato anche un altro connazionale dell'attentatore che vive poco distante, in zona via Gulli, sempre a Milano tre che non appartengono a nessuna organizzazione criminale, sarebbero stati trovati in possesso dello stesso materiale utilizzato per confezionare l'ordigno rudimentale fatto esplodere ieri mattina all'interno della caserma 'Santa Barbara'.

Secondo le ricostruzioni effettuate nelle ore successive dagli inquirenti, Mohammed Game, che dal 2003 vive con regolare permesso di soggiorno in Italia e convive con un'italiana, è stato arrestato per detenzione, porto e fabbricazione di esplosivo e denunciato per strage. L'uomo non ha un lavoro fisso, sarebbe stato in crisi finanziaria dopo il fallimento dell'impresa per la quale lavorava, non era particolarmente devoto e si sarebbe riavvicinato alla religione negli ultimi tempi, forse proprio per superare un momento difficile. Ha piccoli precedenti per ricettazione.

Il pm di Milano, Armando Spataro, che si occupa delle indagini sul caso assieme al collega Maurizio Romanelli, ha detto ieri che il nome del libico non è mai emerso in inchieste per terrorismo e non risulta che il 35enne abbia mai frequentato moschee a Milano. Lo scorso dicembre la Digos di Milano aveva arrestato due marocchini accusati di progettare attentati nella provincia contro vari obiettivi tra cui, secondo i sospetti degli inquirenti, poteva esserci anche la caserma di piazzale Perrucchetti.

GUARDA ANCHE:

Dambruoso: "L'Italia può essere colpita da attentati"
Cremonesi: "Milano crocevia terrorismo internazionale"
Attentato caserma, "terroristi non legati ad Al Quaeda"

Cronaca: i più letti

[an error occurred while processing this directive]