Tarantini dal carcere: "Non volevo fuggire in Tunisia"

Cronaca
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L'ipotesi di fuga dell'imprenditore, indagato in un giro di tangenti nella sanità pugliese e di escort per il premier, è alla base del decreto di fermo emesso dalla Prcoura di Bari che gli contesta anche "un forte inquinamento delle prove"

"Non avevo alcuna intenzione di andare in Tunisia". E' quanto ha riferito al suo avvocato l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, fermato per spaccio di cocaina. L'ipotesi che Tarantini stesse per trasferire in Tunisia i propri interessi è alla base del decreto di fermo, che gli contesta anche "un forte inquinamento delle prove". L'imprenditore è indagato anche per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione di medici e dirigenti sanitari pugliesi e per il favoreggiamento della prostituzione per le escort ingaggiate per cene nelle residenze del premier Berlusconi.

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