Dalle proteste allo studio, per gli studenti c'è solo il web

Cronaca
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La rete è il luogo prediletto dai giovani per scambiarsi slogan contro la Gelmini, opinioni sulla riforma, ma anche appunti delle lezioni. E' quanto emerge da una ricerca dell'Osservatorio Nuovi Media-Bicocca, che verrà presentata giovedì 6 novembre

di Andrea Dambrosio

“Ragazzi potete aiutarmi cn degli slogan...nn me ne vengono in menete...dopodmn ho manifestazione e quindi devo scrivere uno slogan m aiutate ditemene qlcn v pregooo grazie”.
La manifestazione è imminente, urge slogan azzeccato e, come noto, più teste pensano meglio di una. Risultato: si scrive su Yahoo Answers, l’area di Yahoo (ma ce ne sono a decine di simili in rete) in cui gli utenti sottopongono agli altri i propri quesiti, suddivisi per categorie e temi, e attendono le relative risposte.
Tutti possono fare domande o scrivere risposte. E’ così anche per gli slogan delle manifestazioni o una proposta di legge. Con la parola chiave “Gelmini”, e solo su Yahoo, ci sono quasi 3.500 domande. Le risposte sono molte, molte, di più.
Niente di strano, se si guardano le cose per quello che sono.
Per esempio secondo i risultati di una ricerca realizzata dall’Osservatorio Nuovi Media dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, e che Sky.it è in grado di anticipare, gli studenti usano abitualmente il computer (97%), il telefonino per scattare foto (80%), girare video (56%) e ascoltare musica (41%), utilizzano una macchina fotografica digitale (83,5%), possiedono (33%) o pensano di acquistare (10,3%) una videocamera e, nella grande maggioranza dei casi, passano su Internet da 5 a oltre 20 ore alla settimana.
Però, il 54% scrive mail solo qualche volta alla settimana : poco, rispetto all'uso quotidiano della messaggistica istantanea (85 %). La posta elettronica sembra quasi roba vecchia insomma. O meglio: per vecchi.
Gli studenti infatti, almeno quelli intervistati (1500 questionari distribuiti, 1200 risposte su 21 mila iscritti alle lauree triennali), snobbano la tv (ma sono abbonati a quella satellitare nel 40% dei casi), ascoltano poco la radio ma possiedono un lettore Mp3 (88,9%), e nella maggioranza dei casi utilizzano servizi di messaggistica istantanea tutti i giorni. Per questo, non c’è bisogno della posta elettronica. Gli studenti della Bicocca sono un piccolo campione, certo non rappresentativo dell’intero universo giovanile e studentesco, ma la ricerca è ancor più interessante proprio perché realizzata all’interno di un’università “periferica”, frequentata da giovani che nella maggior parte dei casi non abitano nel capoluogo milanese ma arrivano dalla provincia e dall’intera Lombardia. Studenti che spesso sono di estrazione sociale ed economica medio bassa: non sono rappresentativi dell’universo studentesco, quindi, ma forse la punta di un iceberg sì.

“Dalla ricerca qualitativa”, spiega Paolo Ferri, il professore della Bicocca che ha coordinato l’indagine, “emerge che gli studenti sono costantemente in contatto con una rete di ‘pari’, di loro coetanei. La messaggistica istantanea è un’estensione di questa rete di prossimità, che consente ai giovani di scrivere, chattare, scambiarsi appunti e studiare insieme anche quando non sono fisicamente vicini”. Ecco perché si usa relativamente poco la mail e magari si scrive su Yahoo una richiesta d’aiuto per coniare uno slogan originale contro la Gelmini. Le abitudini e i consumi culturali della maggior parte degli studenti sono quasi totalmente digitali: leggono poco (oltre il 60% da 0 a 5 libri l’anno, esclusi quelli di testo, e una percentuale simile dichiara di non conoscere Amazon…) e scaricano molto (oltre il 60% tutti i giorni o qualche volta la settimana). “Scaricano, gratis, software, musica ma anche file pdf e materiale di studio” spiega Paolo Ferri: “Internet è diventata la risorsa principale per lo studio perché consente di scambiarsi appunti e materiale, ma anche di guardare su Youtube le lezioni delle università americane o di fare il download di materiale che può integrare quello dei libri di testo”.  
Il bello è che nella maggior parte dei casi questi stessi studenti si definiscono in rapporto a Internet come “utenti base” o “principianti”. E gli over 25, allora, cosa dovrebbero dire?

La ricerca dell’Università Bicocca verrà presentata nel corso del convegno Tracce Analogiche – La Dieta mediale degli universitari milanesi giovedi 6 e venerdi 7 novembre: qui il programma e tutte le informazioni.

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