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Il cambiamento climatico modifica il comportamento degli uccelli

Italia secondo paese al mondo per bracconaggio

4' di lettura

Gli effetti negativi dovuti al surriscaldamento globale stanno già cominciando a cambiare le abitudini dei volatili: non tutti però potrebbero essere in grado di adattarsi e la sopravvivenza stessa di diverse specie è a rischio

I cambiamenti climatici stanno minacciando la sopravvivenza di molti uccelli, costretti a modificare i loro comportamenti per adattarsi alle nuove condizioni ambientali. Il problema è che non tutti potrebbero essere in grado di farlo. E il rischio è quello di vedere notevolmente ridotto il numero di esemplari nei prossimi anni, con la conseguenza che la sopravvivenza stessa di alcune specie potrebbe essere minacciata.

Le conseguenze sulle migrazioni

Secondo uno studio pubblicato da "The Royal Society", i cambiamenti climatici potrebbero aumentare le distanze dei viaggi migratori. Gli uccelli fanno registrare tassi di mortalità più elevati durante le migrazioni per una serie di ragioni come un maggiore bisogno energetico, la fame o la minaccia dei predatori. Un viaggio più lungo accrescerebbe dunque questi rischi, portando a un conseguente calo della popolazione. Le specie volatili migratorie potrebbero pagare in futuro un prezzo davvero alto a causa degli effetti negativi delle mutazioni del clima. Ad avvalorare questa ipotesi è un'altra ricerca apparsa sulla rivista "Nature Climate Change", secondo la quale nel 2050 le specie di uccelli migratori colpite dai cambiementi ambientali causati dal riscaldamento globale potrebbero salire all'80% del totale. I cambiamenti climatici, infatti, starebbero modificando sia gli habitat che gli abitanti di molte destinazioni degli uccelli migratori, stando ad un'indagine dell'Università di Bath. Ogni anno, diverse specie di volatili migrano dai tropici verso le regioni dell'Artide per trovare un posto sicuro nel quale riprodursi. Tuttavie in queste aree, scelte proprio a causa dell'assenza di predatori, sempre più nidi verrebbero attaccati da animali che le stanno colonizzando grazie al clima più mite.

Il cambiamento dei venti

Recentemente, i ricercatori del Cornell Lab of Ornithology hanno realizzato uno studio pubblicato sulla rivista "Global Change Biology" in merito all'influenza del cambiamento dei venti sul comportamento degli uccelli migratori. Venti favorevoli o contrari, infatti, possono avere un impatto significativo sugli spostamenti: quelli contrari troppo forti potrebbero spingere gli uccelli a scegliere di non volare affatto, mentre quelli favorevoli li farebbero arrivare in condizioni migliori nelle regioni settentrionali per la riproduzione, con conseguenti maggiori possibilità di sopravvivenza. I ricercatori sottolineano come la possibilità di adattarsi alle mutazioni dei venti è più alta quando i cambiamenti avvengono in maniera graduale. Gli studi dimostrano che gli uccelli migratori stanno già adattando le loro strategie di sopravvivenza alle condizioni attuali.

L'aumento delle temperature

È altrettanto vero, però, che cambiamenti nelle strategie di viaggio potrebbero far arrivare i volatili al momento sbagliato a destinazione. È quanto emerge, ad esempio, da uno studio del 2016 condotto dall'Università di Edimburgo, secondo il quale, a causa di cambiamenti climatici come l'aumento delle temperature medie, gli uccelli migratori spesso raggiungono i luoghi deputati alla riproduzione in anticipo o troppo tardi. Secondo gli scienziati dell'ateneo scozzese, anche piccole variazioni nei naturali tempi di percorrenza possono avere ripercussioni significative nella ricerca di cibo o nella localizzazione di siti per nidificare. Un'altra ricerca del 2017 condotta dal British Trust for Ornithology and the Wildfowl & Wetlands Trust ha dimostrato, come l'aumento delle temperature stia favorendo le popolazioni di uccelli abituati ai climi caldi e minacciando la presenza di alcune delle specie più rare che abitano nel nord della Gran Bretagna, più freddo. Secondo i risultati di questa indagine, negli ultimi decenni il riscaldamento globale avrebbe provocato un aumento di quasi un grado nelle temperature medie britanniche: le conseguenze più visibili riguardano il comportamento delle rondini, che migrano verso l'Africa in autunno quattro settimane più tardi di quanto facevano negli anni passati.  

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