Popillia Japonica, come eliminarla da orti e giardini: trappole e consigli

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Il coleottero giapponese arrivato in Italia nel 2014, è tornato a colpire. Come si contrasta l’invasione simile nei piccoli spazi domestici? Gli esperti dei servizi fitosanitari suggerisconono una strategia integrata

È ormai il nemico pubblico numero uno di agricoltori, vivaisti e appassionati di giardinaggio. La Popillia japonica, il coleottero giapponese arrivato in Italia nel 2014, è tornata a colpire scheletrizzando intere piante in pochi giorni e riducendo le foglie a una fragile filigrana. Ma come si contrasta un’invasione simile nei piccoli spazi domestici? Gli esperti dei servizi fitosanitari regionali suggerisconono una strategia integrata. L'uso improprio di insetticidi chimici, infatti, non solo è dannoso per l'ambiente e per gli insetti impollinatori, ma si rivela spesso del tutto inefficace contro le ondate successive di questo coleottero.

Il paradosso delle trappole a feromoni: un'arma a doppio taglio

Molti cittadini, disperati per le proprie rose o il proprio orto, corrono ad acquistare le trappole a cattura massale disponibili nei consorzi agrari e online. Tuttavia, gli esperti lanciano un avvertimento: le trappole a feromoni usate male fanno più danni che altro. I feromoni contenuti nei dispositivi privati (come i modelli Popiboom o simili) hanno un raggio d'azione vastissimo. Se posizionate al centro di un piccolo giardino, queste esche attireranno migliaia di insetti anche dai terreni dei vicini. Il risultato? Solo una parte finirà nel sacchetto, mentre il resto si riverserà sulle piante circostanti, amplificando l'infestazione. Se si sceglie di usare le trappole commerciali, vanno seguite tre regole auree:. La prima è il posizionamento periferico: installare i dispositivi ad almeno 10-15 metri di distanza dalle piante da proteggere, preferibilmente ai confini della proprietà. POi c'è l'altezza strategica: appendere la trappola a circa 1,2 - 1,5 metri da terra, in una zona esposta al sole e al vento. Infine, la geestione dei rifiuti: svuotare i sacchetti regolarmente. Per evitare che gli insetti volino via durante la pulizia, il sacchetto va rimosso, sigillato e congelato per un paio d'ore prima dello smaltimento. Per chi ha spazi ridotti, una valida alternativa biologica è rappresentata dalle trappole meccaniche "fai-da-te" (o sistemi a imbuto come Vaso Trap) caricate con esche alimentari agrodolci a base di acqua, aceto, zucchero e pezzetti di mela, capaci di intercettare gli adulti senza il potere "calamita" del feromone puro.

La strategia in tre mosse per orti e giardini

Per limitare i danni a costo zero e in modo totalmente ecologico, la difesa si articola su tre fronti principali:

  • La "raccolta del mattino": È il rimedio manuale più efficace. Nelle prime ore del giorno, quando le temperature sono fresche, la Popillia japonica è in uno stato di torpore e non vola. È sufficiente scuotere i rami facendo cadere i coleotteri in un secchio riempito con acqua e un goccio di sapone per piatti (utile a rompere la tensione superficiale dell'acqua, impedendo all'insetto di galleggiare e scappare).
  • Le barriere fisiche: Per l'orto, i piccoli frutti (come i lamponi, di cui vanno ghiotte) e i rosai di pregio, l'unica protezione sicura al 100% è l'uso di reti anti-insetto a maglia fitta. Le reti vanno posizionate a inizio estate e sigillate bene al terreno per impedire l'accesso dei parassiti.
  • Repellenti naturali e trattamenti serali: L'olio di Neem (Azadiractina) agisce come un ottimo repellente e ne limita l'alimentazione. Va spruzzato sulla vegetazione esclusivamente nelle ore serali, sia per evitare l'effetto lente del sole che brucerebbe le foglie, sia per tutelare le api che si muovono di giorno.

Colpire il problema alla radice: la lotta alle larve

La vera battaglia contro la Popillia si vince però sottoterra, durante l'autunno e la fine dell'inverno. È in quel periodo che le larve svernano nel terreno, nutrendosi delle radici dei prati. L'impiego di prodotti biologici a base di nematodi entomopatogeni (piccoli vermi utili) o di formulati a base di Bacillus thuringiensis (come il consorzio microbiologico Turikum) distribuiti sul terreno umido permette di decimare la popolazione di larve. Meno larve sopravvivono all'inverno, meno adulti emergeranno dal terreno l'estate successiva. La cura del giardino non è più solo una questione estetica, ma una vera e propria gestione ecologica del territorio.

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